Transizione energetica, la Giunta Regionale adotta il Prizat. "L'Umbria tra le prime Regioni in Italia"

Con la DGR n. 1211 del 28 ottobre 2026 la Giunta Regionale dell'Umbria, su proposta dell'assessore Thomas De Luca, ha adottato il Piano regionale di individuazione delle aree di accelerazione per gli impianti a fonti rinnovabili, già pre-adottato con DGR n. 473/2026 e a seguito del successivo positivo completamento della valutazione ambientale strategica (VAS), in attuazione dell'articolo 12 del D.Lgs. n. 190/2024 di recepimento della direttiva europea RED III. Il piano viene ora trasmesso all'Assemblea Legislativa dove sarà discusso per l'approvazione definitiva.
Attraverso questo atto, l'Umbria è tra le prime regioni in Italia ad approvare un provvedimento che garantisce tempi ridotti di un terzo per l'Autorizzazione unica, pareri paesaggistici non vincolanti e stop alla VIA per i progetti in area idonea con mitigazioni ambientali, accelerando in maniera decisa l'organizzazione e il governo della transizione energetica velocizzando i procedimenti dove l'impatto ambientale è sostenibile, offrendo piena certezza del diritto alle imprese e massima tutela ai territori.
"Snellimento delle procedure, tempi certi per gli investimenti e tutela attiva del paesaggio attraverso la riqualificazione di aree già compromesse - dichiara l'assessore regionale all'ambiente e all'energia Thomas De Luca - essere in una Zona di accelerazione non è una semplice definizione geografica, ma un vero cambio di paradigma. La transizione energetica è un'opportunità concreta e veloce per il nostro territorio, con i tempi della burocrazia ridotti per chi investe nel futuro verde dell'Umbria.
Un ringraziamento particolare va al servizio transizione energetica e sviluppo sostenibile per il lavoro svolto che ha garantito grande competenza e tempi rapidi. Le zone di accelerazione non rappresentano in alcun modo aree in cui tutto è permesso - precisa l'assessore De Luca - al contrario, sono porzioni di territorio individuate con la massima cura e rigore scientifico per minimizzare il consumo di suolo, privilegiando superfici già compromesse o antropizzate come le aree industriali, le cave dismesse e le coperture degli edifici. Forniamo agli operatori un quadro normativo chiaro e trasparente per investire senza il rischio di rimanere bloccati in estenuanti contenziosi burocratici".
Lo snellimento amministrativo: tempi ridotti e procedure semplificate. La disciplina del Prizat applica alle zone di accelerazione regimi amministrativi ad alta semplificazione, volti a superare i colli di bottiglia autorizzativi e a garantire la tempestività dei procedimenti. Per tutti gli impianti soggetti ad autorizzazione unica che ricadono nelle zone individuate dal piano, i termini procedimentali ordinari sono ridotti di un terzo.
Parere paesaggistico obbligatorio ma non vincolante sia per gli impianti in autorizzazione unica, sia per quelli in regime di procedura abilitativa semplificata (PAS) o attività libera. Nel caso in cui l'autorità competentemente interpellata non si esprima nei termini di legge, l'amministrazione procede comunque al rilascio del titolo.
Superamento della valutazione di impatto ambientale per i progetti ricadenti in zona di accelerazione per i quali non si applicano le procedure di VIA ex Titolo III della parte seconda del D.Lgs. 152/2006. Ciò è reso possibile dal fatto che la sostenibilità ambientale degli interventi è stata già verificata "a monte" dalla Regione tramite la valutazione ambientale strategica (VAS) dell'intero piano, a condizione che i singoli progetti integrino le prescrizioni e le misure di mitigazione definite dalla stessa VAS.
Mappatura del territorio e misure di mitigazione obbligatorie. L'individuazione delle zone di accelerazione ha seguito una rigorosa ricognizione tecnica, resa totalmente trasparente e consultabile dagli operatori e dai cittadini attraverso la piattaforma geografica regionale UmbriaGeo. Le zone individuate comprendono obbligatoriamente il reticolo delle aree industriali, le cave dismesse, il sito di interesse nazionale (SIN) di Terni – Papigno e le coperture del patrimonio edilizio esistente. Per garantire l'integrazione paesaggistica e la salvaguardia dell'ecosistema umbro, il Piano subordina le semplificazioni al rispetto inderogabile di specifiche misure di mitigazione ambientale ed ecologica.
"Rinnovabili e paesaggio possono coesistere, questo atto è un'ulteriore dimostrazione - conclude l'assessore De Luca - la via umbra alla transizione energetica, potrà trasformarsi in un nuovo paradigma solo se saremo in grado di raggiungere gli obiettivi del PNIEC, con un lavoro di squadra tra istituzioni, imprese e territorio".
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