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"La Regione ha fondato il nuovo Piano rifiuti sull'ampliamento della discarica di Orvieto"

giovedì 22 ottobre 2026

"La realtà è che la Giunta Regionale ha già deciso sull’ampliamento della discarica de Le Crete ancora in fase di autorizzazione perché è anche su questa operazione che ha fondato il precario equilibrio del nuovo piano dei rifiuti. Il Piano va dunque rivisto e il progetto di ampliamento va bloccato perché Orvieto non può continuare ancora a pagare il prezzo delle incertezze e dell’indeterminatezza dell'intero sistema regionale". Lo afferma il sindaco Roberta Tardani che nel pomeriggio di mercoledì 21 ottobre ha partecipato alla seduta del Cal chiamato a esprimere il parere sulla revisione del piano regionale di gestione integrata dei rifiuti.

"Ho espresso un voto contrario – spiega il sindaco – perché il piano non offre ancora sufficienti garanzie sulla reale chiusura del ciclo dei rifiuti, né sulla sostenibilità economica del modello proposto, tantomeno sulla sua capacità di funzionare anche nel caso in cui gli obiettivi programmati, condivisibili ma molto ambiziosi, non vengano raggiunti nei tempi previsti. La revisione del piano rinuncia alla previsione del termovalorizzatore e affida la chiusura del ciclo a un insieme di soluzioni: aumento della differenziata, recupero di materia, trattamento meccanico e biologico, produzione di CSS. Ma la domanda fondamentale rimane: che cosa facciamo con tutto ciò che non può essere ulteriormente recuperato?

La risposta, in assenza di altre soluzioni concretamente disponibili, continua purtroppo a essere la discarica. Nella strategia proposta, a differenza di quanto dichiarato dall’assessore De Luca, non è indicato che le discariche di Belladanza, Borgogiglione e Le Crete chiuderanno. È scritto che non ci saranno ulteriori ampliamenti rispetto alle volumetrie già previste dalla DGR 2/2022. Ma una cosa è dire che gli impianti portati ad esaurimento chiuderanno, altra è dire non ci saranno ulteriori ampliamenti oltre quelli previsti. Previsti, appunto, non autorizzati. Tant’è che solo oggi è stato aperto l'iter per l’autorizzazione di un ampliamento de Le Crete per 350.000 metri cubi. 

E l’assessore continua a giocare con le parole. Ci dice che non può fermare il Paur ma la verità è che non doveva consentire l’apertura della procedura come aveva fatto la precedente giunta regionale che aveva archiviato la richiesta. Nelle scelte compiute all’epoca, infatti, le previsioni sulla capacità residua della discarica furono determinanti perché proprio sulla base di quelle verifiche non è mai stato autorizzato l’ampliamento. A questo punto, alla luce degli obiettivi indicati dal piano che parlano di una tenuta del sistema al 2035 con una capacità residua delle discariche per 145.000 tonnellate, quanto della sostenibilità del piano al 2035 dipende dalla reale riduzione dei rifiuti e quanto, invece, dall’ampliamento attualmente in autorizzazione? La realtà è che tutto è stato costruito considerando già i 350.000 metri cubi da autorizzare a Orvieto.

Che significa che la Regione ha già deciso e si nasconde dietro le previsioni del vecchio piano per giustificare nuove volumetrie utili a mantenere in equilibrio il nuovo Piano. Per questo riteniamo indispensabile che venga chiarito il fabbisogno effettivo delle discariche, che siano aggiornati i dati sulle volumetrie autorizzate e residue e che siano definite le condizioni e i tempi della loro progressiva cessazione. In particolare per Le Crete, insieme agli altri sindaci e amministratori del centrodestra, abbiamo chiesto che sia dato parere contrario all’ampliamento perché il territorio di Orvieto non può diventare il luogo sul quale far ricadere, senza adeguate garanzie, gli effetti delle incertezze dell'intero sistema regionale".

"Tra le altre criticità che abbiamo evidenziato – continua il sindaco – ci sono anche la prospettiva dell’impiego del Css negli impianti industriali ma in particolare gli obiettivi sulla raccolta differenziata. Il piano punta a superare l'80% di differenziata entro il 2030 e a incrementare ulteriormente il riciclo e il recupero di materia. Questo richiede una trasformazione profonda dell'organizzazione del servizio che, a detta dello stesso assessore, ha una forte frammentazione. Parliamo di nuovi modelli di raccolta, tariffazione puntuale, tracciabilità dei rifiuti, investimenti, nuovi affidamenti, infrastrutture e impianti. Molte di queste soluzioni dipenderanno da ancora da decisioni non ancora adottate, dal futuro Piano d'Ambito, dai futuri affidamenti e dalla realizzazione di opere che non sono ancora pienamente operative. E proprio per questo abbiamo bisogno di maggiori certezze.

Quali investimenti sono necessari per ciascun ambito territoriale? Quali risultati sono attesi anno per anno? Quali strumenti e quante risorse saranno messi a disposizione dei Comuni? Quali tempi sono previsti per adeguare i servizi? Quali risorse sono già disponibili e quali devono ancora essere reperite? Ma soprattutto quali costi per i cittadini, le famiglie e le imprese".

"Infine – conclude il sindaco – non posso non evidenziare con amarezza l’ambiguità dell’opposizione che in consiglio comunale presenta una mozione per dire no all’ampliamento della discarica mentre il proprio rappresentante al Cal non ha detto una parola sulla questione arrivando persino ad attribuire l’aumento delle percentuali della differenziata a Orvieto, oltre il 70%, a un piano regionale che stiamo ancora discutendo e che non è stato approvato.

Quel risultato è stato raggiunto perché l’amministrazione comunale ha investito risorse importanti nel sistema di raccolta, estendendo la differenziata porta a porta ad alcune frazioni. Un dato che vogliamo continuare a incrementare con le iniziative di educazione ambientale nelle scuole che stiamo portando avanti, con il progetto pilota a livello nazionale per la riduzione dei rifiuti da imballaggio e con i controlli sul corretto conferimento. A testimonianza che Orvieto è fortemente impegnata su questi temi e soprattutto a tutelare e difendere il proprio territorio".

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