Piano regionale dei rifiuti dell'Umbria: il centrodestra presenta le sue osservazioni al Cal e chiede il riesame della manovra

Diversi rappresentanti istituzionali del centrodestra umbro, tra cui i sindaci Roberta Tardani (Orvieto) e Antonino Ruggiano (Todi), ma anche Stefano Zuccarini (Foligno), Valerio Bazzoffia (Bettona), Luca Carizia (Umbertide) e Fabrizio Gareggia (Cannara), insieme al vicesindaco di Gubbio Francesco Gagliardi e ai consiglieri comunali Tommaso Campagni (Città di Castello), Leonardo Pacini (Foligno), Alessio Nicchi (Gubbio) e Alessia Tagliavento (Gualdo Cattaneo) hanno formalmente depositato al Consiglio delle Autonomie Locali dell'Umbria un documento unitario di osservazioni e richiesta di riesame sulla proposta di revisione del Piano regionale di gestione dei rifiuti.
Il nodo centrale della critica riguarda il cambio di rotta della Giunta Regionale, che rinuncia alla realizzazione del termovalorizzatore per puntare su un mix basato sull'aumento della raccolta differenziata, la produzione di combustibile solido secondario (CSS) e il recupero di materia. Nel documento unitario inviato al Cal, i firmatari evidenziano otto punti cruciali:
1. Maggiore fabbisogno di discarica: la rinuncia al termovalorizzatore porterebbe, secondo le stime riportate, a un aumento del conferimento in discarica dal 7% al 13% entro il 2030, raddoppiando i flussi da smaltire da 31.000 a 61.000 tonnellate;
2. Incertezza tecnologica: la prospettiva di produrre idrogeno dai rifiuti viene giudicata subordinata a futuri studi di fattibilità e ipotizzata a regime solo dal 2035, senza rappresentare una soluzione immediata;
3. Nodi sul CSS e il territorio eugubino: la produzione prevista di circa 60.000 tonnellate annue di CSS è destinata all'uso industriale (come i cementifici). Viene espressa forte preoccupazione per il territorio di Gubbio, chiedendo garanzie su emissioni, trasporti e impatto sanitario;
4. Target di raccolta differenziata: si prospetta il raggiungimento del 75% nel 2028 e dell'80% nel 2030 (rispetto al 66,2% del 2020). Il centrodestra richiede un piano dettagliato per ambiti territoriali;
5. Impatti sulle tariffe: l'implementazione di nuovi sistemi di raccolta, la tracciabilità e la tariffazione puntuale genereranno costi d'esercizio per i quali si richiede un quadro economico dettagliato delle ricadute sulle bollette di famiglie e imprese;
6. Qualità del riciclo e riuso: si chiedono garanzie sulla reale capacità industriale disponibile per raggiungere le stime di riciclo del 62% al 2028 e 66% al 2030.
7. La situazione delle discariche e il caso Orvieto: le discariche di Borgogiglione, Belladanza e Le Crete restano fondamentali. In particolare per "Le Crete", la richiesta è di bloccare immediatamente il procedimento autorizzativo di ampliamento in corso, affinché il territorio di Orvieto non diventi l'unico punto di chiusura del ciclo regionale dei rifiuti.
8. Valutazione degli scenari sfavorevoli: un'analisi di sensitività è ritenuta indispensabile per valutare i rischi in caso di ritardi impiantistici o ridotta resa della differenziata.
I firmatari concludono chiedendo al Cal di acquisire formalmente gli atti, invitare la Regione a riesaminare la strategia tramite comparazioni tecniche ed economiche dettagliate e, qualora l'istruttoria risulti carente, esprimere rilievi critici chiedendo le dovute integrazioni.
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