"Orvieto non diventi sinonimo di discarica"

Come le serie televisive degli ultimi decenni, anche la discarica di Orvieto sembra destinata a riproporsi con una nuova edizione. Ed esattamente come le serie televisive, lo fa nonostante, nel corso degli anni e ormai da molto tempo, sia stato espresso, a più voci e ripetutamente, il mancato gradimento della location, degli attori e, soprattutto, del contenuto.
Di fronte a tutte le contrarietà espresse, ai precisi orientamenti dettati dalle norme comunitarie e all’indiscutibile necessità di mettere in atto una nuova cultura della gestione dei rifiuti, appare assurda e inaccettabile non solo una discussione sulla sostenibilità della disamina dell’istanza prodotta da Acea ma, ancor prima, la semplice presa in considerazione dell’ipotesi di ampliare, anziché ridurre drasticamente fino al minimo residuo finale non riutilizzabile, i volumi di conferimento e stoccaggio in discariche a cielo aperto come quella de Le Crete.
Sembra inoltre passare quasi inosservata, o essere sottovalutata, l’ulteriore aggravante offerta al gestore da un eventuale ampliamento della capacità, che non escluderebbe dai nuovi e maggiori conferimenti i rifiuti speciali, per i quali, come riportano le cronache quotidiane, spesso è difficile garantire la provenienza e la tipologia.
Teniamo anche a precisare che la nostra posizione e convinzione rimangono le medesime, tanto che si parli de Le Crete quanto di qualunque altro sito nella regione avente la stessa destinazione e metodologia d’uso. Evitiamo inoltre, in questa fase, di porre l’accento sul rapporto tra gli attuali siti di discarica e tutti i parametri che hanno concorso a determinarne la ragion d’essere e l’ubicazione, non esente dall’incidenza dei trasporti, nonché la rispettiva capienza di progetto, considerato il bacino di raccolta razionalmente da assegnare a ciascuno di essi.
Il Partito Comunista di Orvieto si unisce alle valutazioni negative e alle contrarietà già espresse da diverse associazioni e comitati locali e, di conseguenza, al diniego di qualunque concessione di maggiori volumi, seppur temporanea o a carattere eccezionale, all’interno della discarica Le Crete, dichiarando altresì la propria adesione alle forme di contestazione e di lotta che si vorranno intraprendere al riguardo.
Contemporaneamente, consapevole della complessità e dell’urgenza di un ragionamento più complessivo e risolutivo sul tema dei rifiuti, sollecita l’Amministrazione Regionale, in primo luogo, e quella comunale, per il diretto coinvolgimento, a elaborare un Piano regionale dei rifiuti, auspicando che in questa fase vi sia anche la fattiva partecipazione dei soggetti competenti e aventi causa. Un Piano più volte annunciato e mai posto all’attenzione dei cittadini.
Riteniamo convintamente che sussistano, conformemente alle normative e alle tecnologie disponibili, processi virtuosi capaci di contemperare al meglio le esigenze oggettive del trattamento dei rifiuti, abbattendo o riducendo al minimo i residui, i rischi e gli effetti collaterali di qualunque tipo. Processi in grado di superare, in ogni caso, la metodologia e la scorciatoia del conferimento massivo in discarica, a prescindere dal sito geografico in cui questa risulti collocata.
PCI Federazione Orvieto
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