Da 0 a 6 anni, l'Umbria ridisegna il sistema dei servizi per l'infanzia. "Qualità, inclusione e diritti"

La Giunta Regionale dell’Umbria ha approvato la proposta di regolamento che dà attuazione alla legge regionale sul sistema integrato di educazione e istruzione per l’infanzia da zero a sei anni. Per l’assessore all’Istruzione Fabio Barcaioli “con questo regolamento l’Umbria sceglie di investire sullo Zerosei e di riconoscere ai primi anni di vita delle bambine e dei bambini il valore che hanno per la crescita. Siamo infatti la prima Regione italiana a dotarsi di un regolamento organico per il sistema integrato Zerosei che va ad aggiungersi al lavoro già avviato con la campagna regionale di 550 nuovi posti gratuiti nei nidi, per garantire l’accesso ai servizi educativi a tutte le famiglie”.
Il nuovo regolamento definisce dunque un quadro unitario per i servizi educativi dell’infanzia, dai nidi e micronidi alle sezioni primavera, dagli spazi gioco ai servizi educativi in contesto domiciliare, fino ai poli per l’infanzia. Stabilisce requisiti per l’autorizzazione e il funzionamento, criteri per gli spazi e per la qualità educativa, titoli e formazione del personale, modalità di vigilanza e regole per la progettazione pedagogica ed educativa.
Un punto qualificante riguarda il diritto all’inclusione. Il regolamento prevede personale educativo aggiuntivo in presenza di bambine e bambini con disabilità certificata, in deroga ai rapporti numerici ordinari. Le modalità di assegnazione saranno definite considerando i bisogni della bambina o del bambino, la composizione del gruppo e la valutazione pedagogica, in raccordo con i servizi territoriali.
L’assessore Barcaioli sottolinea: “Mentre il Governo, negli ultimi due anni, ha sottratto quasi un milione di euro alle risorse destinate allo 0-6 in Umbria, noi scegliamo di investire e di rafforzare i servizi pubblici. Lo facciamo mettendo al centro la qualità educativa, l’inclusione, il sostegno alle famiglie e i diritti delle bambine e dei bambini. È una scelta tanto più necessaria in una fase nella quale si riducono le risorse proprio nei settori che incidono maggiormente sulle disuguaglianze - continua l’assessore all’Istruzione - Parliamo della stessa idea di scuola che hanno tante studentesse, tanti studenti e tanti insegnanti che stanno portando nelle scuole e nelle manifestazioni lo striscione - A scuola nessuno è straniero. È un principio che vogliamo tradurre nelle politiche educative della Regione, costruendo servizi capaci di accogliere e di rimuovere gli ostacoli che possono limitare il diritto all’educazione”.
Nel testo entrano inoltre, su proposta di Fish Umbria, riferimenti espliciti alla progettazione universale, all’accomodamento ragionevole e all’accessibilità, insieme alla promozione dell’educazione interculturale e al riconoscimento e alla valorizzazione delle differenze. I progetti educativi dovranno rafforzare anche l’alleanza con le famiglie e il rapporto con i servizi socio-sanitari e con il territorio. Il regolamento rafforza anche il ruolo dei Comuni, che restano gli enti competenti per l’autorizzazione dei servizi e per le attività di vigilanza, e introduce un sistema di regole comuni per garantire standard omogenei in tutta l’Umbria.
La proposta è stata sottoposta alla Consulta regionale per i servizi all’infanzia, che ha espresso parere positivo, e il testo è stato modificato recependo alcune delle osservazioni avanzate dai soggetti che ne fanno parte. “Ora la proposta passa all’esame della Terza Commissione del Consiglio Regionale. Ci auguriamo che il confronto possa rafforzare ulteriormente un impianto nel quale la qualità dei servizi, la tutela dei diritti e l’uguaglianza delle opportunità vengono assunte come responsabilità pubbliche” conclude Barcaioli.
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