Il Bilocale Popolare anima il dibattito sui tecnomonarchi

Chi sono i nuovi teorici dell’estremismo di destra? Che connessioni stanno costruendo e hanno costruito negli ultimi anni? Una conferenza ha animato le persone su questi temi. Sabato 26 settembre, al BiPop, il Bilocale Popolare di Sferracavallo, come annunciato, è stato presentato il saggio di Alessandro Mulieri, "Tecnomonarchi. Gli ideologi della nuova destra all’attacco della democrazia" (Donzelli Editore, 2025), con la moderazione di Arturo Iazzarone, nell’ambito della giornata-evento per il riavvio delle attività annuali.
La realtà del BiPop è già tre anni che esiste e opera sul territorio, sia come sostegno pratico alla comunità sia con proposte di attività culturali, attraverso la partecipazione diretta e la dedizione volontaria delle persone che avviano e partecipano ai vari progetti. Con l’intervento di Alessandro Mulieri, docente presso la Science Po di Parigi e saggista, il BiPop apre con un tema estremamente interessante, anche perché di estremismo si tratta, anche se solo ideologico, ma che incontra, in moltissimi casi, l’ultra destra moderna e numerosi attori politici dell’universo MAGA negli Stati Uniti o di AFD in Germania.
I tecnomonarchi (o tecnofascisti) attraverso la tecnologia teorizzano il superamento della democrazia liberale in favore di una sorta di monarchismo assoluto, propagandando attraverso la rete e gli algoritmi teorie del complotto, divisioni, anti-egualitarismo, razzismo, misoginia e revisionismo storico. Attivi già da due decenni e oltre, molti di loro, grazie ai canali social, sono passati dall’essere considerati irricevibili e assurdi nelle loro asserzioni, all’avere numeri inaspettati di seguaci e, addirittura, a ispirare movimenti politici occidentali, trovando ampie connessioni con “conservatori”, “reazionari” e ultra cristiani.
Da Peter Thiel di Palantir a Hans Hermann Hoppe (economista e filosofo tedesco naturalizzato in USA) fino a Elon Musk, l’universo estremo di questi personaggi segna a tinte sempre più fosche un quadro sì ideologico, ma che si fa sempre più strada, anche se in maniera discontinua e non sistemica, grazie, soprattutto, all’accelerazione della tecnologia e agli effetti che questa ha sul modello iper-capitalista di controllo e supremazia. Il racconto e l’esposizione delle tesi hanno tenuto inchiodati i numerosi avventori che hanno partecipato attivamente al dibattito, tempestando l’autore di domande tanto da sforare ampiamente gli orari prestabiliti.
La conversazione che ne è uscita è stata qualcosa di prezioso, dove un accademico ha incontrato il pensiero di moltissime persone che si sono potute confrontare su temi scottanti e, purtroppo, molto inquietanti nella loro attualità. Un panorama inesplorato che delinea l’enorme complessità della realtà di oggi, dove tutto sembra essere in crisi e tutto pare potersi perdere da un momento all’altro.
Proprio in questi tempi, l’incontro e il dibattito accendono una lanterna di cultura e partecipazione, i migliori antidoti verso paura e isolamento. Nel recente passato, abbiamo creduto che tante attività umane come l’incontro e il dialogo potessero essere sostituite, anche parzialmente, con la tecnologia, con la rete: beh, che sbagliavamo è palese e al BiPop ce n’è stata l’ennesima prova.
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