politica

"Fermiamo Vannacci. L'Umbria ha bisogno di diritti, non di patriarcato"

venerdì 18 settembre 2026

Da venerdì 18 a domenica 20 settembre Orvieto ospita il Forum dell’Indipendenza Italiana con Roberto Vannacci, Gianni Alemanno e rappresentanti della destra sovranista europea, tra cui una delegazione di Alternative für Deutschland. Dietro lo slogan “Il futuro dell’Italia” c’è un progetto politico che parla di abolizione del reato autonomo di femminicidio e della legge Mancino, cancellazione delle unioni civili, restrizioni all’accesso all’IVG, “remigrazione” e difesa del cosiddetto “patriarcato mediterraneo”. A questo si aggiunge l’attacco alla Fondazione Giulia Cecchettin e ai suoi progetti nelle scuole per l’educazione al rispetto e la prevenzione della violenza di genere.

Sono contenuti politici precisi sui quali da settimane chiediamo un confronto ai rappresentanti umbri di Futuro Nazionale. Orlando Masselli, che ha dichiarato di condividere “per la maggior parte” le idee di Vannacci, continuiamo a chiedergli di dire chiaramente se condivide queste proposte. Non si tratta di etichette o di polemiche personali: chi assume responsabilità politiche deve avere il coraggio di spiegare ai cittadini le proprie posizioni. Noi quelle idee le contrastiamo sul terreno democratico, culturale e politico. “Fermiamo Vannacci” significa impedire che diventino senso comune, leggi e pratiche delle istituzioni.

Proprio oggi, mentre a Orvieto si apre il Forum della destra sovranista, alle 17.30 nella sede del PRC di Perugia si terrà l’attivo provinciale, aperto a iscritte, iscritti, simpatizzanti e alla sinistra diffusa, con la partecipazione di Marco Fars della Segreteria nazionale del PRC. Una coincidenza non programmata che rende evidente il confronto tra due idee diverse di futuro: da una parte esclusione, patriarcato e cancellazione dei diritti; dall’altra la costruzione di un fronte costituzionale e di un’alternativa fondata su lavoro, uguaglianza, pace, giustizia sociale, sanità e scuola pubbliche, servizi e nuovi diritti.

Chiediamo alle forze politiche e sociali, ai sindacati, ai centri antiviolenza, al mondo della scuola, alle associazioni antifasciste e a tutte le cittadine e i cittadini umbri di costruire una risposta democratica, larga e determinata. L’Umbria non è terreno di conquista per la destra più estrema. A chi prova a travestire il passato da futuro rispondiamo costruendo un’alternativa. Fermiamo Vannacci. L’Umbria ha bisogno di diritti, non di patriarcato.

Franco Cesario, segretario regionale PRC Umbria
Fabio Laurucci, segretario provinciale PRC Terni
Alessandro Pacini, segretario provinciale PRC Perugia

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