politica

Discarica Le Crete, Pd: "Gli atti hanno una data, le scelte hanno dei responsabili"

sabato 12 settembre 2026

Fratelli d’Italia e Civitas hanno deciso di raccontare agli orvietani che il Partito Democratico di Orvieto sarebbe piegato ai diktat della Giunta regionale. È una tesi suggestiva. Ha un solo difetto: non regge alla lettura degli atti. E poiché su una questione seria come il futuro della discarica Le Crete sarebbe opportuno sostituire la propaganda con la memoria amministrativa, ricordiamo qualche fatto.

Il 5 gennaio 2022, sotto la Presidenza di Donatella Tesei, la Giunta regionale dell’Umbria approvò la DGR n. 2/2022. Fu quella Giunta a individuare Le Crete, insieme a Belladanza e Borgogiglione, tra le discariche strategiche del sistema regionale. Fu quella Giunta a deliberare la necessità di estendere la capacità residua delle volumetrie delle discariche strategiche regionali per ulteriori 1.000.000 di metri cubi, oltre un 20% complessivo. Fu quella programmazione a comprendere espressamente l’impianto Le Crete nel Comune di Orvieto.

Per Orvieto la stessa deliberazione stabiliva che, in considerazione della volumetria allora disponibile, eventuali riprofilature avrebbero potuto essere valutate successivamente. Le parole, in politica, si possono cambiare. Le deliberazioni, molto meno. Diciamo quindi le cose con la precisione che una materia tanto importante richiede. La DGR 2/2022 non costituiva l’autorizzazione amministrativa definitiva all’ampliamento di Le Crete. Questo è stato chiarito anche dal TAR dell’Umbria.

Ma la scelta politica e programmatoria di inserire Le Crete nella strategia regionale di incremento delle volumetrie delle discariche appartiene alla Giunta Tesei. Questa distinzione non attenua la responsabilità politica. La identifica. Oggi è in corso un nuovo procedimento autorizzativo, promosso a seguito dell’istanza del gestore. Noi chiediamo all’attuale Giunta Regionale di utilizzare ogni strumento politicamente e giuridicamente disponibile affinché quell’ampliamento non venga autorizzato.

Su questo non abbiamo ambiguità. Ma non consentiremo che chi contribuì politicamente alla costruzione di quella programmazione possa oggi presentarsi davanti alla città come se fosse arrivato a vicenda iniziata. Sarebbe troppo comodo. Soprattutto perché c’è un’altra domanda alla quale prima o poi sarà necessario rispondere. Dov’erano allora coloro che oggi guidano la rivolta? Dov’era questa indignazione quando la Giunta Tesei approvava la propria strategia regionale sui rifiuti? 

Dov’era questa inflessibilità quando Le Crete veniva confermata come impianto strategico regionale? E soprattutto: quale fu la posizione assunta dalla rappresentanza istituzionale di Orvieto durante il percorso di approvazione del Piano regionale dei rifiuti? Non sono domande retoriche.
Sono domande alle quali esistono risposte negli atti. Ed è precisamente per questo che la rappresentazione di una maggioranza comunale improvvisamente insorta a difesa di Orvieto suscita qualche legittima perplessità.

Noi non abbiamo bisogno di riscrivere il passato per sostenere la nostra posizione presente. Siamo contrari all’ampliamento di Le Crete. Chiediamo alla Giunta Regionale attuale di impedirlo attraverso gli strumenti consentiti dall’ordinamento e attraverso una nuova programmazione capace di chiudere realmente il ciclo dei rifiuti senza trasformare Orvieto nella soluzione permanente alle insufficienze del sistema regionale.

Ma chiediamo, con la stessa nettezza, che chi ha governato la Regione e chi politicamente sosteneva quel governo si assuma la responsabilità delle scelte compiute quando governava. Perché esiste una differenza fondamentale tra opposizione e rimozione della memoria. La prima è legittima. La seconda è propaganda.

Quanto alle dimissioni del Segretario del Partito Democratico di Orvieto, apprendiamo del tentativo di trasformare una vicenda politica interna in una fantasiosa prova dell’esistenza di ordini impartiti da Perugia e di dirigenti locali puniti per avervi disobbedito. È una ricostruzione falsa. Le dimissioni sono state comunicate in un contesto che avrebbe richiesto, prima della loro divulgazione esterna, il rispetto dei tempi e degli organismi statutari del Partito. Una fuga di notizie ha anticipato impropriamente questo percorso.

Da questo episodio qualcuno ha pensato di ricavare la rappresentazione di un Partito Democratico allo sbando, dilaniato da guerre intestine e commissariato politicamente da Perugia. Ci dispiace deluderli. Il Partito Democratico di Orvieto discute, anche duramente, del proprio futuro, della propria rappresentanza e del progetto politico con il quale intende proporsi alla guida della città alle prossime elezioni amministrative.

È ciò che fanno i partiti quando sono ancora partiti e non semplici comitati elettorali. La linea politica sulla discarica, invece, è perfettamente comprensibile: nessun ampliamento di Le Crete e nessuna disponibilità a far pagare ancora a Orvieto il prezzo delle insufficienze del sistema regionale dei rifiuti. E aggiungiamo una cosa. Non accettiamo lezioni di autonomia politica da chi oggi alza la voce contro decisioni che affondano le proprie radici nella stagione politica che essi stessi hanno sostenuto.

Non ci inchiniamo alla Giunta Regionale di oggi. Ma non ci inginocchiamo nemmeno davanti alla conveniente amnesia della destra orvietana. Alla Presidente Stefania Proietti e all’Assessore Thomas De Luca chiediamo atti conseguenti: fermare l’ampliamento e costruire un’alternativa credibile per il ciclo regionale dei rifiuti.

Alla destra che governava la Regione quando fu approvata la DGR 2/2022 chiediamo qualcosa di molto più semplice: assumersi la responsabilità politica dei propri atti. Non chiediamo confessioni. Ci accontentiamo della memoria. Perché gli amministratori cambiano. Le maggioranze cambiano. Le dichiarazioni cambiano con sorprendente facilità. Gli atti amministrativi, invece, restano. E qualche volta hanno persino il cattivo gusto di ricordare chi li ha approvati.

Partito Democratico di Orvieto

 

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