"Ripristino della verità sugli atti programmatori sulla discarica Le Crete"

L’Assemblea Legislativa dell’Umbria ha discusso giovedì 10 settembre l’interrogazione a risposta immediata riguardante la richiesta di “chiarimenti in merito all'avvio del procedimento autorizzatorio (PAUR) relativo alla discarica ‘Le Crete’ di Orvieto, ripristino della verità storica sugli atti programmatori”, presentata dal capogruppo del Movimento 5 Stelle Luca Simonetti.
Illustrando l’atto in Aula, Simonetti ha ricordato che l’interrogazione chiede di sapere “se corrispondono al vero le affermazioni rilanciate dalla sindaca di Orvieto cioè che ‘l’ampliamento della discarica Le Crete non è mai stato autorizzato dalla precedente giunta regionale’ e quali fossero i flussi in discarica previsti dalla pianificazione regionale tuttora vigente ed elaborati dalla giunta Tesei che prevedeva la costruzione di un inceneritore. Il 15 luglio 2026 la società Orvieto Ambiente S.r.l. ha depositato alla Direzione regionale Governo del Territorio, Ambiente e Protezione Civile l’istanza per il rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (Paur) sul progetto di ampliamento della discarica di Orvieto per una volumetria di 350.000 metri cubi.
La presentazione formale dell'istanza da parte del soggetto proponente comporta un preciso vincolo procedurale e amministrativo per gli uffici tecnici regionali, tenuti all’avvio automatico delle fasi pubblicitarie (Avviso al Pubblico) e all'istruttoria tecnica rigorosa secondo il principio della tipicità e vincolatezza degli atti amministrativi. Negli ultimi giorni sono apparse diverse dichiarazioni a mezzo stampa, in particolare da parte del Comune di Orvieto e di esponenti dell’opposizione, volte ad addebitare alla Giunta in carica la presunta ‘scelta politica’ dell'ampliamento delle volumetrie della discarica. La delibera ‘2/2022’ approvata dalla giunta Tesei ha espressamente stabilito di estendere la capacità residua delle discariche strategiche dell'Umbria per un totale di ulteriori un milione do metri cubi, inserendo esplicitamente tra gli impianti di riferimento anche quello di Le Crete, L'avvio formale di un procedimento Paur costituisce un adempimento tecnico funzionale prescritto dalla legge e non costituisce un parere favorevole o una scelta di indirizzo politico da parte della Giunta.
La nuova pianificazione regionale sui rifiuti della Giunta Proietti è, al contrario, orientata al superamento del modello fondato sul costante ricorso allo smaltimento in discarica, ponendo al centro il recupero di materia, l'economia circolare e la drastica riduzione dei conferimenti, in totale antitesi con le logiche emergenziali del passato. Appare grave ed infondata la narrazione politica che addebita all'attuale governo regionale decisioni che costituiscono un’eredità vincolata e programmata dalla precedente Giunta Tesei, creando inutile allarmismo nella comunità locale di Orvieto e mistificando il ruolo e la natura delle procedure autorizzatorie in corso. Le politiche della precedente Giunta hanno trasformato l'Umbria in una meta d'approdo per i flussi di rifiuti provenienti da altre regioni, contribuendo a comprimere con estrema rapidità le capacità residue delle discariche pubbliche strategiche a scapito delle esigenze esclusive della comunità umbra”.
L’assessore all’Ambiente Thomas De Luca ha risposto che “nella proposta di piano che stiamo per adottare inseriremo in maniera esplicita che la pianificazione non prevederà alcun ulteriore ampliamento delle discariche rispetto a quanto precedentemente previsto. L’avviso pubblico depositato dalla Orvieto Ambiente cita testualmente ‘in ottemperanza di quanto riportato nella Dgr 2/2022 con la quale la Regione Umbria ha stabilito che si rende necessario assicurare la tenuta del sistema regionale mediante l'estensione della capacità residua delle volumetrie delle discariche strategiche regionali per ulteriori un milione di metri cubi da ripartire sui tre impianti di riferimento regionale’. Già in questa prima fase programmatoria l’ampliamento del Le Crete è una eredità diretta, vincolata e programmata dalla precedente amministrazione.
Si è partiti con l’ampliamento di Belladanza avvenuto nel 2022 per 300mila metri cubi, pari a quello che sta avvenendo a Orvieto, per poi passare a Borgogiglione per 605mila metri cubi. Il punto successivo della delibera stabiliva di ampliare le 3 discariche. A novembre 22 questa delibera è stata inserita nel Piano dei rifiuti oggi vigente. Questi ampliamenti erano finalizzati a supporto della fase transitoria e della fase successiva alla realizzazione del Termovalorizzatore. Nel piano veniva specificato che l’ampliamento di Orvieto sarebbe stato previsto tra il 2027 e il 2030. Quello che sta accadendo.
Se l’ampliamento era a servizio dell’inceneritore, come si fa a sostenere contestualmente che la mancata realizzazione dell'inceneritore non avrebbe previsto quegli ampliamenti che erano a servizio dello stesso impianto? È un controsenso. La delibera del 2022 non è più revocabile perché il piano dei rifiuti l’ha fatta propria. Il procedimento è stato avviato e subordinato al piano vigente e revocarla sarebbe del tutto inefficace, perché il piano dei rifiuti ha un rango superiore. Inoltre il procedimento autorizzativo dal momento in cui è stato avviato è subordinato a quelle che sono le regole e i piani vigenti al momento in cui questo si esplica”.
Nella sua replica Simonetti si è detto “soddisfatto della risposta. Invito l’assessore a inviare questi atti al comune di Orvieto. Questa è la prova definitiva che l’inceneritore non chiude il ciclo dei rifiuti ma anzi manda rifiuti speciali in discarica”.
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