politica

M5S replica al sindaco: "Il teatro della Giunta Tardani tra amnesie, fughe, vittimismo e ridicolo".

domenica 30 agosto 2026

Ci eravamo ripromessi di non tornare sulla questione, ma certe uscite tolgono davvero le parole di bocca. O meglio, le strappano. La lettera aperta della sindaca Tardani alla presidente Stefania Proietti è un capolavoro di ipocrisia politica. Un piagnisteo a favor di stampa con un bersaglio fin troppo trasparente: tentare goffamente di screditare il lavoro dell'assessore Thomas De Luca e della nuova giunta regionale. Parlano di "vuoto delle non scelte" altrui quando i responsabili dell'ennesimo allargamento delle Crete sono esattamente loro. Carta canta. Quello che oggi omettono di dire è scritto nero su bianco nei loro stessi atti, a partire dal Piano Rifiuti e dalla delibera del 2022 firmata dalla giunta Tesei.

Il loro piano "miracoloso"? Bruciare oltre 200 milioni di euro di soldi pubblici per un inceneritore insensato, sproporzionato per una regione di appena 800 mila abitanti che non produce nemmeno l’immondizia necessaria per tenerlo acceso. Ma la vera perla, il capolavoro politico che oggi fingono di dimenticare, è che in quegli stessi documenti la discarica delle Crete era già condannata: anche con il termovalorizzatore a pieno regime, l'impianto di Orvieto doveva essere comunque allargato e tenuto aperto per sversare le scorie della combustione. Hanno blindato la chiusura di Borgogiglione, permesso che le Crete rimanesse compunque aperta ed ampliata, trasformando Orvieto nell'imbuto dell'Umbria. E all'epoca, a Palazzo Comunale, tutti zitti. Obbedienti.

La beffa raddoppia numeri alla mano: con la legge "Umbria Circolare" il conferimento in discarica sarà uguale o addirittura inferiore a quello dei pesanti residui e delle ceneri tossiche che il loro faraonico termovalorizzatore avrebbe continuato a scaricare a Le Crete. Zero milioni sprecati, meno veleni sul territorio. Eppure, di fronte a una riforma che punta all'80% di differenziata entro il 2030, cosa fa la sindaca di Orvieto? Si batte per la sua città? Macché. Al Consiglio delle Autonomie Locali si dà alla macchia: abbandona la seduta per non votare.

Prima scappano dai tavoli dove si decide, poi scrivono lettere indignate alla presidente Proietti per lamentarsi dell'assenza di strategie. Chi per anni ha chinato la testa svendendo il territorio non può presentarsi oggi con la maschera del paladino dell'ambiente. State difendendo l'indifendibile: la farsa è finita, e gli atti ufficiali sono lì a ricordarvelo.

Movimento 5 Stelle del Comprensorio Orvietano

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