Trasimeno, De Luca: "Dalla destra solo la danza della pioggia. Lavoriamo su soluzioni e scienza, compreso il fotovoltaico galleggiante"

Ad agosto la tentazione della dialettica politica sotto l’ombrellone è ammissibile, tranne per chi in cinque anni di governo non è riuscito a portare un bicchiere d’acqua al Trasimeno, negando il problema per un’intera legislatura. Mentre l’attuale Giunta Regionale lavora a testa bassa - riavviando manutenzioni ferme da vent’anni, dragaggi, tagli vegetazionali e pulizia dei canali - dalla destra arriva un’unica proposta: la danza della pioggia.
Dietro al loro grottesco countdown idrometrico non c’è una sola soluzione. Costruire richiede studio e approfondimento per affrontare problemi complessi. Le teorie negazioniste climatiche sposate da una destra campione di chiacchiere non costano nulla, ma non risolvono niente. Invertire la rotta richiede due azioni complementari: apportare nuova acqua e ridurre l’evaporazione. Entrambe esigono un approccio infrastrutturale, tempo e investimenti che stiamo faticosamente programmando, segnando un vero "anno zero" per il Trasimeno.
Sull’apporto idrico abbiamo ottenuto il primo risultato sbloccando il collegamento con Montedoglio, che stiamo potenziando. A questo seguirà un piano integrato per interconnettere il lago ad altri corpi idrici, inclusi la diga del Chiascio e il Niccone, e per realizzare una rete di invasi artificiali di stoccaggio. Il progetto Basin4energy, lanciato alla COP30, va proprio in questa direzione per recuperare le infrastrutture abbandonate negli anni.
Tuttavia, anche l'insieme di queste misure rischia di non bastare in uno scenario in cui l’uso delle acque diventa sempre più conflittuale, come vediamo nei territori di Nocera Umbra e Foligno. Per questo è imbarazzante lo scetticismo antiscientifico verso tecnologie solide e diffuse a livello globale come il fotovoltaico galleggiante, tra le soluzioni più affidabili per abbattere l’evaporazione. Già nel 2019 la Banca Mondiale pubblicava il rapporto "Where Sun Meets Water".
Una vasta letteratura scientifica conferma che questi impianti riducono l'evaporazione tra 0,8 e 2,2 metri cubi all'anno per ogni metro quadrato coperto, creando anche micro-habitat favorevoli alla biodiversità, oggi soffocata dal fango. I grandi impianti FPV (Floating Photovoltaic) sono realtà consolidate in tutto il mondo: basti pensare a quello della diga di Hapcheon in Corea del Sud, integrato nel paesaggio con la sua forma a fior di prugno. L'Umbria non può permettersi di rifiutare la scienza.
Thomas De Luca,
assessore regionale a Energia, Ambiente, Adattamento e Mitigazione dei Cambiamenti Climatici, Politiche del Paeseggio e Programmazione Urbanistica
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