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"Il Trasimeno è a -191 cm, il turismo soffre e la Regione pensa ai pannelli fotovoltaici sull'acqua"

giovedì 20 agosto 2026

“Il Trasimeno è a -191 centimetri rispetto allo zero idrometrico, continua a perdere acqua e rischia di arrivare a -200 entro la fine del mese. La navigazione è in difficoltà, il turismo sta soffrendo e la risposta della Regione qual è? Pensare di coprire una parte del lago con pannelli fotovoltaici galleggianti. Siamo alla follia”. È quanto dichiara il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc), annunciando la presentazione di una interrogazione.

“La situazione – spiega Arcudi - è ormai sotto gli occhi di tutti. Sulla tratta San Feliciano–Isola Polvese il traghetto da 200 posti è stato sostituito da una motobarca, mentre da Castiglione del Lago e Tuoro verso l’Isola Maggiore possono navigare soltanto imbarcazioni a basso pescaggio. Una riduzione della capacità di trasporto proprio nel cuore della stagione turistica, quando il flusso verso le isole può sfiorare i mille visitatori al giorno.

A Isola Maggiore anche le darsene sono ormai difficilmente utilizzabili dalle imbarcazioni private. Il problema ambientale sta diventando un problema economico. I dati di questi mesi segnalano forti difficoltà sul fronte turistico e alcune strutture museali del territorio registrano cali delle presenze fino al 34% rispetto allo scorso anno, mentre altri comprensori umbri crescono. E parliamo di uno dei grandi motori turistici dell’Umbria. Il Trasimeno significa strutture ricettive, campeggi, agriturismi, ristoranti, commercio, navigazione, sport e cultura. Se va in crisi il lago, va in crisi un pezzo importante dell’economia regionale”.

“A tutto questo – prosegue Arcudi - si aggiunge l’emergenza chironomidi, che questa estate ha creato ulteriori disagi a cittadini, turisti e attività economiche lungo le sponde. Nel frattempo, degli 800 litri al secondo previsti attraverso il sistema Montedoglio-Paganico ancora non c’è traccia. Da mesi chiediamo all’assessore Simona Meloni un cronoprogramma chiaro, con date e tempi certi. Ed è proprio qui che la vicenda assume contorni paradossali. Mentre aspettiamo l’acqua, la Regione discute dei pannelli sull’acqua. In questi giorni è infatti emersa l’ipotesi di realizzare impianti fotovoltaici flottanti sul Trasimeno, prospettata anche come possibile strumento per limitare l’evaporazione.

Ma davvero pensiamo di salvare il Trasimeno coprendolo con pannelli fotovoltaici? Stiamo parlando di un lago naturale, di un Parco regionale, di uno dei paesaggi simbolo dell’Umbria e di una delle nostre principali destinazioni turistiche. Il Trasimeno non può diventare una superficie sulla quale sperimentare impianti industriali. Siamo favorevoli alle energie rinnovabili e alla transizione energetica, ma esistono luoghi nei quali il valore ambientale, paesaggistico e turistico deve venire prima di tutto. Il Trasimeno è certamente uno di questi”.

“E soprattutto – continua Arcudi - c’è una questione di priorità: abbiamo un lago a -191 centimetri e, invece di accelerare sulle opere necessarie per riportare acqua nel bacino, discutiamo di come coprirne una parte per ridurre l’evaporazione. È il mondo alla rovescia. La Regione concentri risorse ed energie sulle cose concrete: completare gli interventi sul sistema Montedoglio-Paganico e raggiungere l’obiettivo degli 800 litri al secondo, rendere pubblico un cronoprogramma con tempi certi, intervenire sui dragaggi, sulla navigabilità, sulle darsene e sulla manutenzione del lago. Prima di pensare a coprire il Trasimeno, bisogna pensare a riempirlo. Porterò immediatamente la questione in Consiglio Regionale con un’interrogazione urgente. Il Trasimeno – conclude - non ha bisogno di pannelli sull’acqua. Ha bisogno di acqua, opere e tempi certi. Salviamo il lago, non copriamolo”.

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