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Casa di Comunità, PrometeOrvieto: "Un percorso ad ostacoli tra turisti e fioriere, ma adesso deve funzionare"

lunedì 17 agosto 2026

L'evidente contraddizione di un polo sanitario irraggiungibile oggi si riconferma in tutta la sua forza con l’ultima disposizione della Commissione prefettizia sulla sicurezza. L'accesso a Piazza Duomo, proprio vista l'importanza turistica dell'area, è stato reso ancora più difficoltoso a causa dell'inserimento di due fioriere a lato della strada per rallentare i veicoli (come visibile nella foto allegata).

Piazzare un hub sanitario – destinato a pazienti fragili e mezzi di soccorso – in una zona sensibile dove, per giustissime ragioni di sicurezza, bisogna ostacolare e filtrare il traffico è un palese controsenso amministrativo. Di questo passo, ironia della sorte, finirà che metteranno un posto di blocco con un medico incaricato di accertare lo stato di necessità degli automobilisti prima di farli passare.

Sgombriamo però subito il campo da ogni equivoco: la Casa e l'Ospedale di Comunità sono strutture fondamentali per la sanità territoriale. Ora, anche se a dispetto del buon senso sono state collocate in quell'area, devono funzionare. I cittadini hanno bisogno di servizi e cure, ed è nostro dovere pretendere che queste strutture operino al massimo dell'efficienza.

Quattro anni di scelte illogiche
Dobbiamo ricordare come si è arrivati a questa situazione. Per quattro anni sono stati ignorati tutti gli allarmi sulle criticità di questa sede. Il Decreto Ministeriale istitutivo parlava chiaro: questi poli sanitari vanno posizionati in luoghi di facile accessibilità e raggiungibilità. A Orvieto si è fatto l'esatto opposto, inserendoli nel punto a maggiore vocazione turistica della città. La sensazione evidente è che si siano sfruttati i fondi più per restaurare le mura di un palazzo storico in abbandono che per pianificare la reale cura delle persone. Il risultato? Costi raddoppiati, sia per la realizzazione dell'opera che per la sua futura gestione logistica.

Nessuna frammentazione dei servizi
Nonostante queste enormi difficoltà strutturali, dobbiamo pretendere che la struttura funzioni secondo il modello nazionale della riforma sanitaria. Non accetteremo "soluzioni fantasiose", come una Casa di Comunità frammentata a pezzettini e distribuita sul territorio per tappare i buchi di una cattiva pianificazione. Una gestione del genere costerebbe ancora di più e funzionerebbe malissimo. La struttura sta lì. Le amministrazioni hanno voluto così. Ora devono farla funzionare. E noi vigileremo affinché i servizi sanitari promessi ai cittadini vengano regolarmente erogati.

PrometeOrvieto

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