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PrometeOrvieto: "Urologia ad Orvieto, un passo dopo l'altro"

martedì 11 agosto 2026

Torniamo a parlare di Urologia all'Ospedale di Orvieto e lo facciamo con soddisfazione. Da aprile 2026 l'attività ambulatoriale urologica è garantita tutti i giorni della settimana al Santa Maria della Stella: tre urologi si alternano infatti nella gestione del servizio. È il primo passo, dopo una nostra lunga battaglia sull’argomento, ma ne restano molti altri da percorrere. Siamo infatti ancora lontani dal reale obiettivo: riattivare il reparto e riprendere l’attività chirurgica. Riteniamo che le condizioni per farlo ci siano, anche in tempi ravvicinati.

Da quanto ci risulta, gli urologi ora in servizio hanno restituito speranza, continuità e professionalità ad un servizio morto da anni, il tutto percepito da utenti ed operatori. Si svolgeranno nei prossimi giorni alcuni concorsi per assumere medici destinati esclusivamente al nostro ospedale e, da quanto abbiamo appreso, le domande di partecipazione sono state numerose (sia di specializzandi che di specialisti) anche per due posti di urologia. La Usl ha tutto l'interesse, e noi con lei, ad espletare la procedura e nominare i vincitori prima possibile.

Poi però non si dovrà commettere l’errore di destinare questi medici a ruoli unicamente ambulatoriali. Il passo successivo è portare infatti ad Orvieto l'intero percorso diagnostico della prostata. Si parte dalla risonanza, altro settore oggi in sofferenza nel nostro ospedale per carenza di personale. Si arriva poi alla biopsia prostatica: non vogliamo più che i pazienti orvietani affrontino i viaggi della speranza verso Foligno come oggi. Per le biopsie serve un’apparecchiatura ecografica di ultima generazione, che il nostro ospedale non ha, ma che la Usl può acquistare con un investimento tutto sommato contenuto.

A quel punto, il nostro Ospedale sarebbe pronto a ripartire con l’attività chirurgica, inserendosi a pieno titolo nel sistema della rete ospedaliera regionale che prevede che interventi ad alta complessità vengano eseguiti nelle sedi a questo deputate. Ricordiamo ancora la vana promessa della ex presidente Tesei, ormai quasi quattro anni fa, di avere un robot chirurgico. Sarebbe servito alla chirurgia generale, ma avrebbe permesso anche di trattare l'oncologia prostatica. Oggi, infatti, un intervento in chirurgia robotica permette di ridurne l'invasività e, con essa, la durata dei ricoveri ed i tempi di recupero dei pazienti. Non averlo ci penalizza rispetto ad altri ospedali umbri che ne sono dotati.

Siamo consapevoli che la chirurgia robotica sia un investimento particolarmente significativo, ma oggi risulta necessario per poter disporre di un reparto chirurgico in linea con i tempi. In ambito urologico molte operazioni, non oncologiche, si fanno oggi anche con laser dedicati. Investire in queste attrezzature è essenziale per il nostro ospedale; da sole riporterebbero l'urologia orvietana ad un livello superiore, aumentando anche la soddisfazione professionale degli operatori.

L'Ospedale di Orvieto deve aumentare la sua attrattività, verso i professionisti e verso i pazienti, di pari passo con la sostenibilità economica. Per posizione geografica e per la demografia del territorio, l'urologia è una delle specialità su cui puntare. Discuteremo delle altre nei nostri prossimi interventi. Auspichiamo, però, che la Regione trovi finalmente il coraggio di varare questo benedetto piano sociosanitario evitando che rimanga una chimera. Lì vogliamo ritrovare i nostri punti di forza e l’attrattività del nostro ospedale facendo di tutto per essere preparati.

Le assunzioni di personale e l’acquisto delle attrezzature necessarie sono tutti passi alla portata della USL ed obbediscono a logiche di buon senso e di presidio della sanità territoriale. Non aspettiamo il Piano per cominciare a camminare e, se possibile, a correre.

PrometeOrvieto

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