politica

Mobilità, Filippetti: "Cambiare tutto per non cambiare niente"

sabato 1 agosto 2026

Il segretario della Filt Cgil Umbria, Ciro Zeno, è intervenuto molto criticamente sul tema dei trasporti prendendo spunto dall'esperienza avviata nel comune di Orvieto. Non sono in grado di dire qualcosa sull’esperienza di Orvieto, non conoscendo i dati. Non mi piace, però, e non condivido l'approccio generale. È una vecchia discussione che vede la Cgil in difesa strenua di un modello organizzativo e gestionale che ormai fa acqua da tutte le parti. Ovvero l’idea che un'organizzazione, non voglio scomodare centralizzata, sempre più grande può gestire le cose, servizi compresi.

È l'esatto contrario di come si muove il mondo. Non voglio scomodare Domata Francescato quando, già venti anni fa, ci suggeriva il cambiamento "dal potere monade al potere nomade", ovvero da una visione della gestione dei processi tutta verticale ad un modello reticolare dove, evidentemente, devono esistere i nodi che detengono le informazioni principali, ma poi i singoli segmenti della rete agiscono in autonomia. In questo momento il sistema di mobilità è gestito in Umbria da un unico soggetto che è BusItalia. È evidente quello che i sindaci vanno dicendo da anni.

Questo sistema non garantisce più un vero sistema di mobilità per tutti i cittadini. Non appena si esce dalle aree urbane delle città praticamente c’è un servizio solo per gli studenti che frequentano le scuole superiori che quindi funziona solo in periodo scolastico. Per tre mesi la maggior parte dei comuni dell’Umbria non ha un servizio di trasporti pubblici. Altro elemento: il sistema si affida a grandi pullman da 50 posti che viaggiamo spesso al 30%. Credo che bisognerebbe discutere di questo e sicuramente tra le soluzioni c’è anche il trasporto a chiamata.

Del resto mi sembra che il lavoro avviato dall’assessore regionale ai Trasporti, Francesco De Robotti, vada in questa direzione che tiene conto dei problemi aperti (l'attuale sistema costa 3 euro a chilometro?) e anche delle esperienze innovative maturate negli anni. Non mi riferisco solo all’esperienza di trasporto a chiamata di Narni (che funziona benissimo) ed altre iniziative attivate negli anni con i fondi per la montagna. Per quanto ci riguarda noi lavoriamo al progetto Buster, che è una ipotesi di attivare un servizio a chiamata da parte dei Comuni di Parrano, Ficulle e San Venanzo. Perché non solo il futuro, ma le esigenze dei cittadini non aspettano.

Valentino Filippetti,
sindaco di Parrano

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