politica

Castel Viscardo difende il suo status, doppia azione contro l'esclusione dai Comuni montani

venerdì 31 luglio 2026

Il Comune di Castel Viscardo scende ufficialmente in campo a tutela delle proprie specificità territoriali e dei diritti della propria comunità. L'Amministrazione Comunale ha attivato una duplice azione, sia sul piano politico sia su quello legale, per contrastare il decreto attuativo (D.P.C.M. del 18 febbraio 2026) che ha stabilito l'estromissione dell'ente dall'elenco dei Comuni montani. Nell’ultima seduta del Consiglio Comunale è stata approvata, con sette voti favorevoli e due astensioni da parte della minoranza, la mozione presentata dal gruppo consiliare di maggioranza "Cammino Comune". Il documento, firmato dal capogruppo Simone Bacelloni, impegna formalmente il sindaco e la Giunta ad attivarsi presso la Regione Umbria e il Governo nazionale affinché la decisione venga rivista.

La mozione esprime profonda preoccupazione per le gravi ripercussioni economiche, amministrative e sociali che l'esclusione comporterebbe per un piccolo comune. Tra i rischi più evidenti si segnalano la potenziale perdita o riduzione di fondi e finanziamenti dedicati allo sviluppo, possibili impatti negativi sulle politiche scolastiche e sui servizi educativi, nonché una forte penalizzazione nella gestione della manutenzione del territorio, delle infrastrutture e nel contrasto al dissesto idrogeologico. Il testo evidenzia come Castel Viscardo sia storicamente inserito nell’area dell’Orvietano e presenti caratteristiche geografiche, insediative e demografiche del tutto coerenti con quelle dei comuni limitrofi che hanno invece mantenuto la qualifica di montani.

Sul fronte giudiziario, la Giunta Comunale – con la deliberazione n. 42 – ha approvato all’unanimità il mandato per avviare un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica (innanzi al Consiglio di Stato). Castel Viscardo si è unito a una mobilitazione di portata nazionale promossa insieme all'ALI (Associazione Autonomie Locali Italiane), che vede centinaia di piccoli enti schierati contro i criteri del decreto. Nello specifico, Castel Viscardo fa parte di un gruppo di otto Comuni italiani (tra cui figurano anche Casalvecchio di Puglia, Bonassola, Archi, Calci, Sciolze, Fratta Todina e Saluzzo) che hanno intrapreso la via del ricorso straordinario. La difesa del Comune è stata affidata a un collegio di legali del Foro di Perugia, composto dagli avvocati Antonio Bartolini, Andrea Pensi e Antonella Mirabile.

I profili di illegittimità e incostituzionalità riscontrati nel provvedimento governativo si basano su:
- violazione degli articoli 3 e 44 della Costituzione Italiana;
- violazione e falsa applicazione del diritto europeo (artt. 174, 175, 176, 177 e 178 del TFUE);
- inattendibilità, irragionevolezza e incompletezza dei criteri ministeriali, basati quasi esclusivamente sul dato altimetrico;
- palese disparità di trattamento tra territori che versano in situazioni socio-economiche e morfologiche del tutto analoghe.

Il Comune di Castel Viscardo non intende rivendicare privilegi, ma esige equità e aderenza alla realtà. La richiesta avanzata con forza alle istituzioni regionali e nazionali è quella di un radicale ripensamento del decreto, introducendo criteri di valutazione multidimensionali che tengano conto delle reali fragilità delle aree interne, quali la densità demografica, l'indice di vecchiaia, l'accessibilità alle infrastrutture e la distanza dai principali centri urbani e dai servizi essenziali.


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