politica

Casa di Comunità, lo Spi Cgil chiede al Comune di assumere personale al Pua

venerdì 17 luglio 2026

"Perché l'Amministrazione Comunale di Orvieto, Comune capofila della Zona Sociale 12, è indifferente a cogliere l’opportunità dell’assunzione a tempo indeterminato di assistenti sociali da destinare ai Pua (Punto unico di accesso)? Perché le istituzioni del nostro territorio sono disinteressate a consentire l’integrazione tra sanitario e sociale? Reclamiamo risposte dalle istituzioni alle quali chiediamo di svolgere il ruolo che compete loro".

È quanto afferma la Lega intercomunale Spi Cgil dell’Orvietano, per voce della sua segretaria Anna Maria Laudadio. "Ci risulta - spiega - che non sia stato dato l’avvio alle pratiche concorsuali per l’assunzione a tempo indeterminato di assistenti sociali per la Zona Sociale 12 (26 assunzioni in tutta l’Umbria), nonostante gli importanti finanziamenti messi a disposizione dei Comuni con i fondi del nuovo Prina (Piano regionale integrato per la non autosufficienza), per consentire il funzionamento dei Pua attivati”.

"Nei mesi precedenti l’apertura della Casa di Comunità di Orvieto - aggiunge Laudadio - risulta che, in consiglio comunale, la minoranza abbia presentato interrogazioni miranti a sollecitare l’amministrazione affinché venisse urgentemente garantito l’avvio della procedura concorsuale per l’assunzione di assistenti sociali al fine di assicurare l’attivazione del servizio nei Pua. Non risulta che l’Amministrazione comunale di Orvieto abbia dato seguito a tale richiesta".

"Alla luce di questa nuova organizzazione della medicina territoriale, che integra sanitario e sociale – conclude la segretaria dello Spi Cgil Orvietano –, spiace che ci sia un’amministrazione comunale che frena questo modello e questa integrazione a danno di una popolazione fragile, anziana, con disabilità, con famiglie che continuano a rispondere personalmente a bisogni di cui la società dovrebbe farsi carico”.

Il Pua, Punto unico di accesso, modello organizzativo obbligatorio all’interno della casa di comunità, garantisce in modo coordinato la risposta e l’accesso unitario ai servizi sanitari, attraverso le funzioni di assistenza al pubblico e di supporto amministrativo ai pazienti. "Sappiamo - conclude Laudadio - che ai Comuni non è affidata l’organizzazione e la gestione dei servizi sanitari. Tuttavia l’Amministrazione Comunale, il sindaco, si deve occupare prioritariamente delle questioni della salute e la protezione sociale dei concittadini.

Di conseguenza è fondamentale l’azione dei Comuni in termini di: controllo, proposta, rivendicazione nei confronti del livello regionale e delle aziende sanitarie. Ecco perché risulta altamente inidoneo il ruolo del Comune di Orvieto, capofila della Zona Sociale 12 nel cui territorio insistono ben due Case di Comunità a Orvieto e Fabro".

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