politica

"La deregulation del Governo sull'impianto Phobos spunta le armi della Regione. Il Governo aiuti l'Orvietano"

lunedì 13 luglio 2026

La Regione Umbria prende atto, con dissenso, dell’istruttoria del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sulla verifica di ottemperamento della Condizione Ambientale n.4 del provvedimento di compatibilità ambientale e degli effetti sull’iter di riesame avviato. Con tale atto viene superato il bloccaggio dell’impianto con una velocità del vento inferiore ai 7 m/s, disposto nella VIA, volto alla tutela e alla salvaguardia delle colonie di chirotteri (pipistrelli) presenti nell'area interessata dal progetto.

La sottocommissione PNIEC ritenendo sufficienti le soluzioni avanzate dal proponente ha abbassato tale soglia a 5 m/s, circoscrivendo il limite di produzione alle sole ore notturne (18-06) tra i mesi di aprile ed ottobre. Decisione che nei fatti allinea la producibilità alla base di progetto, superando quindi la soglia di producibilità minima. Più che lecito è domandarsi se tali considerazioni non fossero già pienamente in possesso all’interno del procedimento di VIA quando è stata apposta tale prescrizione.

"L’esito della verifica di ottemperamento - dichiara l'assessore regionale all'Ambiente e all'Energia, Thomas De Luca - spunta significativamente le nostre armi. La Giunta regionale ha dato l’indirizzo politico chiaro e inequivocabile di perseguire ogni possibilità di annullamento o revoca del silenzio assenso. La Regione però non può sovrapporsi a valutazioni che sono di competenza esclusiva dello Stato. Quando il Ministero decide che i vincoli legati ai chirotteri non costituiscono più un impedimento o un criterio di arresto per questa tipologia di impianti, il dirigente competente non può sostituirsi ad esso e fare atti arbitrari che aprirebbero il fianco a richieste di risarcimento danni milionarie, con danno incalcolabile sul bilancio pubblico e sui cittadini umbri".

"L’Assemblea Legislativa - prosegue De Luca - si è espressa in maniera unita e compatta chiedendo al Governo il riesame del provvedimento di compatibilità ambientale così come fatto a pochi chilometri di distanza nel territorio viterbese. A differenza delle valutazioni regionali, circoscritte al solo ambito tecnico, il Consiglio dei Ministri ha ampio “margine di discrezionalità” politica nelle valutazioni. Per questo di fronte all’assurdo di un progetto di tali dimensioni approvato in silenzio assenso ci appelliamo nuovamente al Governo nazionale affinché proceda alla revoca dell’autorizzazione".

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