"Revisione o revoca del giudizio positivo di compatibilità ambientale sul progetto Phobos"

L’Assemblea Legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità una mozione, inizialmente a firma dei consiglieri Luca Simonetti (M5S) e Letizia Michelini (Pd) e poi sottoscritta anche dai consiglieri di minoranza, che impegna la Giunta Regionale ad "attivarsi formalmente e con la massima urgenza nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) per richiedere l'apertura di un procedimento di riesame e la conseguente revoca/annullamento in via di autotutela governativa della deliberazione del Consiglio dei Ministri numero 41 del 27 giugno 2023; ciò ponendo a fondamento della richiesta i dati tecnici sopravvenuti sulla drastica riduzione della ventosità e della producibilità reale del sito, elementi che alterano radicalmente il bilanciamento degli interessi e privano l'opera della sua originaria utilità pubblica”.
Illustrando l’atto in aula, Simonetti ha detto che “il progetto ‘Phobos’, presentato dalla società Rwe Renewables Italia, prevede la realizzazione di un impianto eolico industriale composto da 7 aerogeneratori della potenza nominale complessiva di 42 MW, caratterizzati da dimensioni monumentali (altezza al mozzo di 115 metri, diametro del rotore di 170 metri e altezza complessiva dal piano di campagna di ben 200 metri), da installarsi nei territori comunali di Castel Giorgio e Orvieto. L'altopiano dell'Alfina e il comprensorio orvietano costituiscono aree di inestimabile pregio paesaggistico, storico e biologico, che rischiano di subire una definitiva e irreversibile compromissione della propria fisionomia identitaria ed economica.
La Regione Umbria ha riattivato la commissione regionale per la dichiarazione di notevole interesse pubblico, finalizzata a istituire un vincolo panoramico di protezione assoluta su tutto il territorio dell'Alfina. I dati tecnici emersi hanno evidenziato una drastica riduzione della ventosità reale del sito rispetto alle stime prodotte nel 2021, quantificando una contrazione della producibilità elettrica di circa il 20%. L'efficienza reale dell'impianto risulta ulteriormente limitata dalle prescrizioni ambientali imposte per la tutela dei chirotteri, le quali impongono il fermo totale delle turbine per velocità del vento superiori a 7 m/s.
La Regione Umbria pur ribadendo il proprio leale impegno nel raggiungimento degli obiettivi nazionali di transizione energetica attraverso una pianificazione equilibrata e concordata con i Comuni, non può accettare che la tutela del proprio patrimonio paesaggistico sia esautorata da meccanismi di deregolamentazione e speculazione tecnica. Lo scorso giugno il Consiglio dei Ministri ha disposto la revoca definitiva del mega parco eolico nella provincia di Viterbo. Nell’atto viene citato che il bilanciamento delle fonti rinnovabili con la tutela paesaggistica non necessariamente vede il primo prevalere”.
Per l'assessore regionale Thomas De Luca "quando si tratta di questioni che hanno attinenza territoriale di questo tipo si deve fare squadra tutti insieme per riuscire a raggiungere i risultati". "Più volte - ha aggiunto - la Giunta ha esplicitato le motivazioni per cui si sta procedendo nella strada di percorrere ogni possibile soluzione per garantire che in questo procedimento ci sia un perimetro di linearità e correttezza. È come andare ad autorizzare un palazzo in silenzio assenso. Noi abbiamo l’assoluta e doverosa necessità di riuscire a riportare questo procedimento all’interno di un corretto binario. Nell'apertura del riesame di silenzio e assenso c’è la presa in carico di tutte le sollecitazioni arrivate dai Comuni. In questo quadro ci siamo fatti carico di valutare un supporto tecnico di alto livello che è ancora in itinere, che richiederà una approfondita analisi. Con il decreto di revoca dell’autorizzazione del parco eolico a Viterbo, è stata riaffermata come la deliberazione del Cdm costituisce un atto di alta amministrazione. Di fronte ad una espressione unanime di questo consesso la richiesta di fronte alla presidenza del Consiglio dei ministri avrà più forza".
“Il mio voto - ha detto Eleonora Pace (FdI) - non può che essere favorevole. Un anno e mezzo fa presentai una interrogazione su questo tema. Gli appelli alla collaborazione sui temi territoriali li raccogliamo. Chiediamo di sottoscrivere l’atto".
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