Pd: "Riapre una strada, speriamo si riapra anche un modo serio di amministrare"

La Strada Provinciale 12 Bagnorese riapre, seppure a senso unico alternato. I cittadini di Canale tornano finalmente ad essere collegati con il resto del territorio attraverso la principale arteria viaria. È questa l’unica notizia che conta. Ed è una buona notizia. L’abbiamo appresa dalla stampa, anche se già da un paio di giorni sapevamo che l’iter autorizzativo era giunto al termine. Non abbiamo mai dubitato che una soluzione sarebbe stata trovata. Quello che abbiamo sempre contestato è il tempo impiegato per arrivarci. Per mesi un problema tecnico è stato trasformato in un’emergenza sociale. E un’emergenza amministrativa è stata progressivamente degradata a spettacolo politico.
Restano agli atti le dichiarazioni del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, che nel pieno della vicenda arrivò a dichiarare di non voler muovere un dito e di augurarsi che quella strada non venisse "mai" riaperta. Parole che ciascuno giudicherà per quello che valgono, ma che difficilmente possono essere archiviate come un semplice eccesso verbale. Quando si ricoprono incarichi istituzionali, perfino la rabbia dovrebbe conoscere il limite del senso delle istituzioni. Il Partito Democratico non rivendica medaglie. Ha fatto ciò che un’opposizione seria ha il dovere di fare: seguire la vicenda, monitorarne gli sviluppi, incalzare le istituzioni competenti, coinvolgere i propri consiglieri provinciali, regionali e l’assessore regionale Francesco De Rebotti, affinché una questione che stava isolando un’intera comunità non venisse derubricata a fastidioso dettaglio burocratico.
Abbiamo invece rilevato, fin dall’inizio, il silenzio della sindaca Roberta Tardani. Un silenzio prudente, costante, quasi notarile. Sempre attenta a non disturbare il manovratore. Una prudenza che, evidentemente, viene considerata più utile del rappresentare con forza gli interessi della propria comunità. Ancora più singolare è assistere oggi alla distribuzione postuma dei meriti. Gli stessi amministratori che fino a ieri spiegavano quanto fosse complicata la situazione e quanto poco potessero fare, oggi sembrano voler intestarsi la soluzione. È un classico della politica contemporanea: quando il problema esiste, la responsabilità è sempre di qualcun altro; quando il problema si risolve, il merito diventa improvvisamente personale.
Noi lasciamo volentieri ad altri la competizione per le fotografie, i comunicati e i titoli di giornale. Il merito più grande appartiene ai cittadini di Canale e al Comitato che ha saputo tenere unita la comunità senza trasformare una battaglia civica in una battaglia di appartenenza politica. Hanno dimostrato equilibrio, dignità e senso delle istituzioni. Il Partito Democratico ha scelto di rispettare quella autonomia, sostenendola senza occuparla. Per noi i cittadini non sono un fondale davanti al quale scattare una fotografia, ma interlocutori da ascoltare.
Quanto alle dichiarazioni di Fratelli d’Italia e alle ironie di Civitas, registriamo ancora una volta un copione già visto: quando gli argomenti amministrativi scarseggiano, si prova a sostituirli con la propaganda o con la derisione dell’avversario. È una strategia comprensibile. Meno comprensibile è scambiarla per buona politica. Nel frattempo il Partito Democratico di Orvieto ha ricominciato a fare ciò che un partito dovrebbe fare: tornare nei quartieri, ascoltare i cittadini, studiare i problemi, avanzare proposte. I risultati delle ultime consultazioni elettorali raccontano già una crescita significativa. Se questo genera nervosismo in qualcuno, non è una questione che ci riguarda.
Significa semplicemente che un’opposizione credibile torna ad essere percepita come tale. Noi continueremo ad occuparci di sanità, infrastrutture, viabilità, lavoro, servizi e sviluppo. Lasciamo ad altri la ricerca ossessiva del titolo di giornale o dell’applauso facile. Le discussioni da bar su chi sarebbe più dotato dell’altro continuano a non appassionarci. Sono il rifugio di una politica che, non avendo risultati da esibire, preferisce misurarsi sulle caricature. Ci riesce però difficile trattenere un sorriso quando ascoltiamo Fratelli d’Italia vantarsi di aver ripristinato il traffico a Canale dopo quattro mesi nei quali, anziché governare il problema, hanno dato l’impressione di rincorrerlo, alternando silenzi, annunci e tardive rivendicazioni. Rivendicare come impresa straordinaria la soluzione di un’emergenza che si è lasciata trascinare per mesi suscita, insieme, ilarità e compassione.
Molto meno divertente è constatare che a questa maggioranza gli orvietani abbiano affidato altri cinque anni di governo della città. Questo, più che far sorridere, induce a riflettere. Perché accade spesso che il peggio riesca perfino a vestirsi da successo quando chi dovrebbe contrastarlo preferisce consumare le proprie energie nel timore che il Partito Democratico possa apparire più credibile, più autorevole o, se si preferisce la metafora, semplicemente più elegante della compagnia. Noi continueremo a fare l’opposto. Continueremo ad occuparci dei problemi prima della propaganda, dei cittadini prima dei comunicati, dei fatti prima delle narrazioni. Perché una strada riaperta non è un favore concesso ai cittadini. È un loro diritto. E garantire i diritti non dovrebbe mai essere celebrato come un’impresa.
Partito Democratico di Orvieto
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