politica

"La lotta alla droga è (anche) una battaglia della sinistra"

domenica 5 luglio 2026
di Marco Di Giacomo

La relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze evidenzia che, sulla base dell'analisi delle acque reflue riferita al monitoraggio 2025, Terni è la città che presenta il più alto consumo stimato di eroina tra quelle monitorate in Italia. A questo dato si aggiungono i recenti decessi riconducibili all’uso di stupefacenti avvenuti a Terni solo negli ultimi giorni di giugno, mentre l'Umbria continua da anni a registrare dati preoccupanti sul fronte delle morti per overdose. Non siamo quindi di fronte a episodi isolati, ma a un fenomeno strutturale che meriterebbe di occupare stabilmente il centro del dibattito pubblico.

Eppure la politica sembra rivolta altrove. Si discute di legge elettorale, riforma della giustizia, diritti civili, vicende giudiziarie, polemiche sulla Ternana o sul progetto Stadio-Clinica. Tutti temi legittimi. Ma una delle emergenze sociali più gravi del nostro tempo continua a rimanere ai margini del dibattito pubblico. Le denunce più incisive sono arrivate soprattutto dalle forze dell'ordine e dalle organizzazioni sindacali della polizia, che hanno chiesto un rafforzamento delle attività di contrasto allo spaccio e al traffico di stupefacenti. Dalla politica, invece, il confronto è rimasto pressoché assente, fatta eccezione per alcune recenti iniziative della Giunta Bandecchi sul versante della sicurezza urbana.

La sinistra, tuttavia, porta una responsabilità particolare. Avendo governato per molti anni l'Umbria e città come Terni, ha promosso politiche di prevenzione, cura e riduzione del danno, strumenti indispensabili che, da soli, non bastano. È mancata negli anni un’attenzione alla sicurezza urbana e una grande battaglia culturale, soprattutto rivolta ai giovani, capace di affermare con chiarezza che la droga non è una forma di libertà né una scelta senza conseguenze. Le dipendenze compromettono la salute, limitano la libertà delle persone, alimentano la criminalità organizzata e impoveriscono le comunità.

Sarebbe, però, ingiusto attribuire tutte le responsabilità a una sola parte politica. Anche il centrodestra, quando ha governato la Regione Umbria e il Comune di Terni, non è riuscito a trasformare il contrasto alle dipendenze in una vera priorità politica. Al di là delle operazioni di polizia, è mancato anche in questo caso un progetto culturale, educativo e sociale di lungo periodo, capace di coinvolgere scuole, famiglie, associazioni, istituzioni e mondo dello sport. Proprio per questo ritengo che la sinistra abbia oggi una responsabilità ancora maggiore.

La tradizione progressista ha sempre posto al centro della propria azione la tutela dei più deboli, la lotta alle disuguaglianze e l'emancipazione delle persone. Le droghe rappresentano l'esatto contrario di questi valori, perché producono dipendenza, ampliano le fragilità sociali, alimentano economie criminali e colpiscono soprattutto chi dispone di minori strumenti culturali, economici e familiari per difendersi.

La storia offre anche motivi di riflessione. Nel 1978 i Collettivi Comunisti Autonomi pubblicarono il “Dossier Eroina”, denunciando come la rapida diffusione dell'eroina stesse colpendo duramente il movimento giovanile e le esperienze di partecipazione politica nate negli anni precedenti. Negli anni successivi alcuni storici, giornalisti e magistrati hanno avanzato l'ipotesi che la diffusione dell'eroina possa essere stata, almeno in parte, favorita o tollerata nell'ambito di strategie volte a indebolire i movimenti di contestazione degli anni Settanta. 

Si tratta, tuttavia, di ricostruzioni che non hanno trovato conferma definitiva in sede giudiziaria e che continuano a essere oggetto di dibattito storiografico. Rimane però un dato storico difficilmente contestabile, e cioè che l'eroina devastò un'intera generazione, contribuendo a indebolire la partecipazione sociale, l'impegno politico e la coesione di ampi settori dei movimenti giovanili. Anche per questo mi aspetterei che oggi la sinistra recuperasse quella tradizione, ben rappresentata dal Pci, che considerava la diffusione delle droghe una grave minaccia per i giovani, per il mondo del lavoro e per la società in generale. Una tradizione che non aveva esitazioni nel promuovere una cultura chiara e rigorosa contro ogni forma di dipendenza dalle droghe, pur distinguendo tra prevenzione, cura e repressione del fenomeno.

Sicché, colpisce rileggere oggi il “dibattito sui giovani e la diffusione della droga a Terni" pubblicato da l'Unità dell'8 novembre 1978 (edizione Umbria), nella stessa pagina che riportava anche la notizia dell'elezione a sindaco di Terni del giovane Giacomo Porrazzini, ricordato da molti come uno dei migliori sindaci della città. Come emerge anche da numerosi articoli dell'epoca, la droga non veniva descritta soltanto come un problema sanitario o criminale, ma come il sintomo di una profonda crisi del mondo giovanile, destinata a tradursi nella rinuncia alla partecipazione e all'impegno sociale.

È significativo il passaggio in cui il giornalista osserva che «la sigaretta ha ceduto allo spinello e all'eroina», a testimonianza del timore con cui veniva percepita la diffusione delle droghe, viste come il simbolo di una progressiva rinuncia a costruire il proprio futuro, a partecipare alla vita sociale e ad inserirsi pienamente nel mondo del lavoro.

Oggi, invece, una parte della sinistra tende a respingere l'idea di un collegamento tra droghe leggere e pesanti, richiamando l'assenza di prove scientifiche a sostegno della cosiddetta gateway theory. Si tratta di una posizione legittima, fondata su un dibattito scientifico tuttora aperto. Il confronto con le posizioni assunte dalla sinistra negli anni Settanta e Ottanta evidenzia però quanto siano cambiate la sensibilità e l'impostazione culturale con cui viene affrontato il tema delle droghe, allora stabilmente al centro del dibattito politico, nazionale e locale.

È necessario aprire un dibattito serio e recuperare una visione forte e coerente con i valori di giustizia sociale e responsabilità collettiva per affrontare la situazione attuale della città di Terni e le nuove sfide, come la diffusione del fentanyl e di altre droghe sintetiche, che rappresentano una minaccia crescente per la salute pubblica e la sicurezza sociale. Contrastare le dipendenze significa difendere la salute pubblica, la libertà delle persone, la sicurezza delle città e il futuro delle nuove generazioni.

La lotta alla droga non dovrebbe essere considerata un tema di destra o di sinistra. È una questione sociale, educativa e civile. Tuttavia, né il centrosinistra né il centrodestra, quando hanno avuto responsabilità di governo a livello nazionale e locale, sono riusciti a trasformarla in una priorità politica. Proprio per la loro storia e per i valori che rivendicano, credo che i movimenti e i partiti della sinistra italiana abbiano oggi il dovere di riportare questo tema al centro del dibattito pubblico.

Nota della Redazione: Orvietonews, giornale online registrato presso il Tribunale di Orvieto (TR) nr. 94 del 14/12/2000, non è una bacheca pubblica. Pur mantenendo fede alla disponibilità e allo spirito di servizio che ci ha sempre contraddistinto risultando di gran lunga l’organo di informazione più seguito e letto del nostro territorio, la pubblicazione di comunicati politici, note stampa e altri contributi inviati alla redazione avviene a discrezione della direzione, che si riserva il diritto di selezionare e modificare i contenuti in base a criteri giornalistici e di rilevanza per i lettori.