Il presidente Stefano Bandecchi scrive al ministro della Giustizia Carlo Nordio

Il presidente della Provincia di Terni, Stefano Bandecchi, rende noto di aver trasmesso una formale comunicazione al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e per quanto di rispettiva competenza alla Procura della Repubblica territorialmente competente.
"La comunicazione – informa – non sarà resa pubblica, per rispetto delle autorità destinatarie, della magistratura e del corretto svolgimento di ogni eventuale valutazione istituzionale". "Ho ritenuto doveroso sottoporre alle competenti autorità quanto accaduto nelle ultime ore – specifica – anche in relazione alle modalità con cui sono state svolte talune attività investigative e alle conseguenze che la vicenda ha prodotto sul piano pubblico, personale e istituzionale".
Nel rispetto per la magistratura, Bandecchi rivendica con fermezza il diritto a essere tutelato nella propria reputazione, nelle proprie funzioni istituzionali e nelle garanzie riconosciute a ogni cittadino. Si dichiara certo della correttezza del proprio operato e confida "che ogni approfondimento potrà confermare la piena legittimità della sua posizione". Il presidente sottolinea che resta ferma la sua determinazione a "tutelare, in tutte le sedi consentite dall’ordinamento, la mia onorabilità, la mia libertà di azione politica e amministrativa e il rispetto dovuto alle istituzioni che rappresento".
Preso atto della nota della Giunta Esecutiva Sezionale dell'Associazione Nazionale Magistrati del Distretto di Perugia, Bandecchi ha diffuso una nota con proprie dichiarazioni che si riportano di seguito:
"Sono contento e ringrazio la Giunta dell’ANM di Perugia per aver ricordato a tutti che l’attività della Procura della Repubblica di Terni si svolge con piena osservanza del principio di presunzione di innocenza e che le indagini hanno il solo scopo di accertare i fatti e verificare la fondatezza delle ipotesi investigative, nell’interesse della collettività e a tutela della legalità. Così come ho apprezzato pubblicamente il comunicato stampa di ieri del Procuratore di Terni che ha voluto sottolineare che gli indagati devono ritenersi innocenti.
Tutto questo mi conforta molto in un momento come quello attuale, nel quale io sono improvvisamente diventato per tutti, un disonesto o, peggio, un corruttore. Nulla di più letale per un cittadino, figuriamoci per un uomo politico e per un imprenditore. E oggi proprio da politico che vi parlo. Desidero far presente agli addetti ai lavori, magistrati dell’associazionismo giudiziario, che la presunzione di innocenza ha un significato nello stato di diritto solo se la stessa da formula di principio diventa un modo di trattare chi è sottoposto alle indagini.
L’indagato dovrebbe essere trattato come se non fosse indagato. E ciò l’esatto contrario di quanto accade. Quando la Giunta ANM esprime ai magistrati della Procura di Terni convinta vicinanza perché chiamati a svolgere il proprio lavoro in un contesto di forte esposizione mediatica, si è forse chiesta quale sia la “causa” di questa esposizione mediatica? Si è cercato di mantenere massimo riserbo sulle indagini in corso e sui soggetti coinvolti?
Si è cercato di bilanciare il diritto di cronaca, e lo dico da editore, con il diritto di difesa dell’indagato e con il diritto del cittadino indagato a continuare ad avere una vita normale, pur da indagato? Lascio agli addetti ai lavori le risposte. La mia posizione è molto semplice. La Procura può e deve fare tutte le indagini tutte le indagini che ritiene nei miei confronti. Mai ostacolerò queste attività, la mia disponibilità è totale e anzi ne sono lieto perché la Procura stessa, all’esito, certificherà la mia correttezza. Ma chiedo un minimo di rispetto per non diventare, come sono diventato, un “corrotto” senza aver fatto nulla di male. Perché non serve una ingiusta condanna per portare un cittadino alla rovina, basta meno.
Basta lo stigma sociale che deriva dall’essere stato accusato di un grave reato. E se anche l’ipotesi investigativa risulta infondata, il danno rimane. Per sempre. Per questo chiedo rispettosamente cautela e massima attenzione nello scrutinare i fatti e nel procedere ad attività di indagine con spiegamento di uomini e mezzi. Se questa mia posizione genera fastidio o preoccupazione, me ne dolgo sinceramente.
Ma non posso arretrare perché voglio contribuire alla evoluzione del sistema giudiziario di questo Paese. E ritengo che le mie parole vadano in quella auspicabile direzione. Sono un uomo delle Istituzioni ed il mio fermo e irrevocabile dissenso è indirizzato non certo alle persone fisiche dei magistrati di Terni che peraltro sconosco e per i quali quindi neppure potrei esprimere apprezzamenti.
Il mio dissenso è indirizzato alla situazione nella quale ingiustamente mi trovo. E nella quale si trovano migliaia di cittadini che non hanno voce. Ed è per tutti quelli che si trovano nella condizione di trovarsi accusati ingiustamente, si alza la mia voce. Una voce che chiede rispetto non formale delle garanzie, che chiede un trattamento degno di uno stato di diritto della posizione dell’indagato che per tutta la durata del procedimento deve poter svolgere liberamente e senza stigmi sociali i propri compiti e le proprie attività.
Da condannato sconterà le sue pene, non prima. Sono pronto a confrontarmi non solo sulla vicenda della mia accusa ma anche su questi temi se i membri della Giunta ne avranno piacere. Il vostro interesse è il mio. Riportiamo la fiducia dei cittadini nelle istituzioni senza contrapposizioni. Ne usciremo tutti rafforzati”.
orvietonews.it by http://www.orvietonews.it is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.
Nota della Redazione: Orvietonews, giornale online registrato presso il Tribunale di Orvieto (TR) nr. 94 del 14/12/2000, non è una bacheca pubblica. Pur mantenendo fede alla disponibilità e allo spirito di servizio che ci ha sempre contraddistinto risultando di gran lunga l’organo di informazione più seguito e letto del nostro territorio, la pubblicazione di comunicati politici, note stampa e altri contributi inviati alla redazione avviene a discrezione della direzione, che si riserva il diritto di selezionare e modificare i contenuti in base a criteri giornalistici e di rilevanza per i lettori.