"Forte scostamento del Piano straordinario di 711 assunzioni in sanità, grave deficit complessivo di organico (1.696 unità) e prospettive occupazionali per il 2026"

Nella parte riservata alle interrogazioni a risposta immediata della seduta di giovedì 25 giugno dell’Assemblea Legislativa, la consigliera Eleonora Pace (FdI) ha chiesto “chiarimenti urgenti sul forte scostamento del piano straordinario di 711 assunzioni in sanità, sul grave deficit complessivo di organico e sulle prospettive occupazionali per il 2026”, nel dettaglio, “quali misure straordinarie e immediate intenda adottare la Giunta Regionale per colmare il complessivo deficit di 1.696 unità tra medici e infermieri che sta mettendo a rischio la tenuta dei conti e dei servizi sanitari umbri; come intenda garantire il funzionamento delle 22 Case di Comunità in assenza del personale necessario; che fine abbia fatto il Piano assunzionale 2026 che la Presidente stessa, nel corso della seduta d'Aula del 21 maggio 2026, aveva dichiarato essere ‘in corso di definizione’”.
Nel suo intervento Pace ha stigmatizzato “la risposta fornita all’interrogazione attraverso conferenze stampa che precedono le sedute. L'attuale maggioranza ha sbandierato un piano straordinario di 711 nuove assunzioni presentandolo come un obiettivo imminente, certo e interamente finanziato. L'andamento di tale piano ha mostrato fin da subito un forte scostamento tra gli annunci e l'attuazione pratica: dopo aver registrato appena 200 unità a settembre 2025 e 284 a novembre 2025, la presidente della Giunta ha ufficializzato in Aula che, a maggio 2026, le assunzioni effettive legate al piano straordinario sono state appena 398, lasciando oltre 300 contratti promessi ancora non evasi.
Il Corriere dell'Umbria dell'11 giugno ha riportato dati estremamente preoccupanti sulla situazione degli organici del Servizio sanitario regionale; stando alle stime pubblicate, la carenza complessiva ammonterebbe a circa 1.696 tra medici e infermieri, di cui circa 585 medici e quasi 1.000 infermieri. Secondo elaborazioni basate sui dati Agenas, per rendere pienamente operative le 22 Case di Comunità previste sul territorio regionale mancherebbero 111 operatori sanitari. Gli stessi rappresentanti delle categorie professionali e sindacali evidenziano una crescente difficoltà nel reperimento di personale sanitario e una progressiva perdita di attrattività del sistema sanitario pubblico regionale; inoltre numerosi professionisti scelgono di trasferirsi verso il settore privato o in altre regioni, aggravando ulteriormente la mancanza di organico.
Il saldo della mobilità sanitaria continua a registrare valori negativi, con conseguente perdita di risorse economiche e fiducia da parte dei cittadini umbri. Il vero problema della sanità umbra è la drammatica assenza di personale necessario per farle funzionare poiché senza medici e infermieri le Case di Comunità rischiano di trasformarsi nell'ennesima operazione di immagine, incapace di produrre benefici concreti per i cittadini. Dopo mesi di annunci non si registrano risultati significativi sul fronte del reclutamento del personale. La crescente fuga di professionisti verso il settore privato e altre regioni testimonia una perdita di attrattività del sistema sanitario umbro”.
La presidente Proietti ha risposto che: “La conferenza stampa di questa mattina ha riguardato 4 delibere del 17 giugno che assegnano i piani del fabbisogno triennali alle 4 aziende. Abbiamo chiesto ai giornalisti di aiutarci a fornire numeri chiari ai cittadini. La Giunta ha un tetto di spesa legato alla quota del fondo sanitario nazionale. Abbiamo dato mandato alle due Asl e ai due ospedali di assumere più risorse possibile. Nel 2025 il Piano del fabbisogno prevedeva l’assunzione di 711 figure, tra medici, sanitari, comparto e infermieri e oss. Nel triennio 2026/28 sono autorizzate 1.250 assunzioni: 274 all’ospedale Perugia, 170 all’ospedale di Terni, 454 nella Usl Umbria 1 e 352 nella Usl Umbria 2. Abbiamo chiesto alle Aziende territoriali di attivare le 25 Case di comunità, trovando il personale necessario. Procederemo a stabilizzare 376 figure che già lavorano per noi. Al 31 dicembre 2028 contiamo di arrivare ad avere in servizio 13.500 unità di personale a tempo indeterminato (garantendo la sostituzione dei pensionamenti), con 1.000 addetti in più”.
Eleonora Pace ha replicato: “Avete approvato delle delibere ma i giornalisti possono comunque venire in Aula ad ascoltare le risposte alle interrogazioni. Quindi la conferenza stampa organizzata prima della seduta è offensiva verso il ruolo dei consiglieri regionali. Siamo in deficit di 1700 assunzioni. Delle 711 promesse ne sono state assunte circa la metà. Quindi l’ipotesi di mille assunzioni non risulta credibile”.
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