Sanità, Pd: "Fratelli d'Italia abbia almeno il pudore della memoria"

Il comunicato con cui Fratelli d’Italia Orvieto prova oggi a intervenire sulla sanità umbra e orvietana meriterebbe, prima ancora di una risposta politica, un esercizio di memoria pubblica. Perché sorprende, e non poco, che proprio chi ha sostenuto, difeso e accompagnato per cinque anni il governo regionale del centrodestra tenti oggi di attribuire alla nuova fase politica dell’Umbria le responsabilità di un indebolimento che viene da lontano, che si è prodotto nel tempo e che ha avuto una precisa filiera di governo.
Quando la sanità dell’Orvietano perdeva progressivamente forza; quando il tema del personale diventava una criticità strutturale; quando le liste di attesa si trasformavano in una ferita quotidiana per cittadini, famiglie e persone fragili; quando l’Ospedale di Orvieto viveva una stagione di incertezza e preoccupazione, la Regione Umbria era governata dal centrodestra. Era governata dalla Giunta Tesei. Una Giunta sostenuta da Fratelli d’Italia. Una Giunta politicamente difesa dalla stessa area che oggi governa anche il Comune di Orvieto.
La domanda, allora, è semplice: Fratelli d’Italia Orvieto dov’era? Dov’era quando il territorio chiedeva una strategia permanente per l’Ospedale di Orvieto? Dov’era quando bisognava costruire un fronte istituzionale forte dell’Orvietano? Dov’era quando serviva pretendere dalla Regione investimenti, personale, programmazione e visione? Dov’era quando le criticità non erano ancora esplose mediaticamente, ma erano già chiaramente leggibili a chi avesse avuto competenza, attenzione e coraggio politico?
Quei silenzi non sono stati neutri. Hanno avuto un peso politico. Hanno accompagnato una stagione nella quale, troppo spesso, alla difesa dei servizi si è preferita la gestione del consenso, delle nomine, degli equilibri e della propaganda. E se oggi Fratelli d’Italia pensa di cavarsela evocando le “passerelle”, ricordi almeno quella, ben più istituzionale e ben più impegnativa, della Presidente Tesei al Palazzo del Capitano del Popolo, quando i sanitari furono convocati per ascoltare annunci, provvedimenti e investimenti che il territorio, purtroppo, non ha mai visto arrivare.
Oggi, dunque, il tentativo di Fratelli d’Italia di fingersi forza di denuncia appare non solo tardivo, ma profondamente contraddittorio. La sanità orvietana non ha bisogno di comunicati scritti con la memoria corta. Ha bisogno di una strategia. Ha bisogno di un Ospedale di Orvieto pienamente riconosciuto come presidio strategico dentro la rete ospedaliera regionale. Ha bisogno di personale stabile, concorsi, assunzioni effettive e attrattività professionale. Ha bisogno di un Pronto Soccorso rafforzato, di diagnostica potenziata, di percorsi chiari per le patologie tempo-dipendenti.
Ha bisogno di una Casa della Comunità vera, non soltanto nominale. Ha bisogno di medicina territoriale, infermieri di comunità, specialisti presenti, servizi sociali integrati, assistenza domiciliare, prevenzione e presa in carico delle fragilità. Ha bisogno di un monitoraggio pubblico e trasparente delle liste di attesa, perché il diritto alla salute non si misura nelle dichiarazioni, ma nel tempo concreto della risposta. Questa è la piattaforma politica del Partito Democratico di Orvieto. Non una invettiva. Non una passerella. Non una fotografia davanti a un ospedale. Una proposta di governo.
Per noi la sanità non è uno strumento di propaganda. È una responsabilità pubblica. Ed è una responsabilità ancora più grande perché oggi siamo chiamati a contribuire alla ricostruzione di ciò che il centrodestra ha lasciato fragile, incompiuto, depotenziato. In questi mesi abbiamo fatto ciò che la politica seria deve fare: abbiamo ascoltato cittadini, professionisti sanitari, amministratori, associazioni e territori; abbiamo promosso un confronto pubblico con il percorso “La Salute del Territorio”; abbiamo costruito un tavolo di lavoro; abbiamo elaborato un documento politico-programmatico che non si limita alla protesta, ma indica una linea per Orvieto, per l’Orvietano e per il nuovo Piano socio-sanitario regionale.
È esattamente questo che distingue una comunità politica da un comitato elettorale permanente. Dispiace, poi, vedere Fratelli d’Italia tentare di utilizzare le firme raccolte dai cittadini e le difficoltà del servizio pubblico come un’arma polemica contro chi sta provando a ricostruire ciò che il centrodestra ha lasciato indebolito. Quelle firme non appartengono a Fratelli d’Italia. Non appartengono a nessun partito. Sono un segnale civico, serio e profondo, che chiede alla politica responsabilità, non appropriazione propagandistica. Quella mobilitazione è dignità democratica. Non una clava da brandire per convenienza.
Noi sosteniamo con lealtà il lavoro della nuova Giunta Regionale guidata da Stefania Proietti, proprio perché sappiamo che ricostruire richiede serietà, tempo, competenza e scelte difficili. Ma sostegno non significa silenzio. Il Partito Democratico di Orvieto vigilerà, proporrà, incalzerà, farà pressione democratica e chiederà risultati misurabili per l’Orvietano. Alla Giunta Comunale di Orvieto chiediamo, invece, di smettere di recitare il ruolo dello spettatore. Il Comune capoluogo dell’Orvietano ha il dovere politico e istituzionale di rappresentare il territorio, coordinare i Comuni, raccordarsi con la Zona Sociale 12, ascoltare i bisogni delle comunità e costruire alleanze istituzionali forti per ottenere risposte.
Non basta commentare. Bisogna guidare. Non basta lamentarsi. Bisogna assumersi responsabilità. Non basta cancellare il passato con un comunicato stampa. Bisogna avere il coraggio di riconoscere gli errori compiuti quando si governava la Regione. La destra locale non può essere contemporaneamente erede, alleata e accusatrice della stagione che ha indebolito la sanità regionale. Non può stare al governo quando conviene e all’opposizione quando bisogna rispondere delle conseguenze. Non può rimuovere la propria filiera politica ogni volta che la realtà diventa scomoda.
Il Partito Democratico di Orvieto continuerà a fare ciò che Fratelli d’Italia non ha saputo fare: costruire una proposta seria, radicata, competente e utile al territorio. Faremo opposizione senza urlare, ma senza arretrare. Lo faremo non per alimentare rancore, ma per costruire una nuova idea di governo della città e dell’Orvietano. Lo faremo con fermezza, con speranza e con il senso profondo di una battaglia democratica: difendere una sanità giusta, pubblica, territoriale, accessibile. Orvieto non chiede protezione. Chiede riconoscimento.
Non chiede privilegi. Chiede uguaglianza sostanziale. Non chiede un ospedale isolato. Chiede un ospedale più forte dentro una rete che funzioni. Non chiede una Casa della Comunità di facciata. Chiede una sanità territoriale vera. Non chiede propaganda. Chiede governo. Il centrodestra orvietano ha coperto per anni la cenere delle proprie scelte regionali. Oggi vorrebbe indicare ad altri l’incendio che non ha saputo prevenire. Noi continueremo a occuparci dei deboli, degli anziani, delle persone fragili, dei cittadini che attendono una visita, dei professionisti sanitari che ogni giorno tengono in piedi il servizio pubblico, spesso oltre il limite delle proprie forze.
Lo faremo con serietà. Lo faremo con rigore. Lo faremo ricordando a Fratelli d’Italia che la propaganda passa, ma le responsabilità restano.
Partito Democratico di Orvieto
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