Phobos, l'assessore De Luca: "Cerchiamo di risolvere i danni del silenzio assenso della Giunta precedente"

L'assessore regionale all'Ambiente della Regione Umbria, Thomas De Luca, è stato ospite martedì 16 giugno di RaiNews24 nel corso della trasmissione Inside 24 condotta dal giornalista Roberto Vicaretti su energie rinnovabili e pianificazione degli impianti. Durante la trasmissione si è parlato della vicenda Phobos e della legge regionale sulle aree idonee con particolare riferimento alla definizione di 'aree non idonee' che non rappresenta un blocco alla transizione energetica, ma anzi uno strumento di accelerazione a tutela degli stessi proponenti. Perché, senza pianificazione, la Regione rischia di subire una totale deregulation e una compromissione irreversibile del proprio patrimonio artistico, culturale e ambientale. Collegato in studio anche il climatologo e divulgatore scientifico, Luca Mercalli.
"Ci troviamo di fronte a una situazione di stratificazione legislativa che ha creato un forte caos - ha spiegato l'assessore De Luca - stiamo cercando un equilibrio tra la necessità di installare impianti da energia rinnovabile per raggiungere gli obiettivi del 2030 riducendo emissioni di gas climalteranti e costi energetici, e l'applicazione di un principio di governo del territorio che permetta anche tutela del paesaggio e riduzione del consumo di suolo. Attraverso l'aggiornamento del piano paesaggistico regionale, la nostra legge regionale sulle aree idonee e il piano delle aree di accelerazione vogliamo creare un sistema che dia semaforo verde per impianti compatibili con il territorio, arancione dove ci sono criticità e rosso dove riteniamo che ci siano incompatibilità con le tutele preesistenti".
La vicenda legata all'impianto Phobos di Orvieto è stata definita dall'assessore De Luca come un paradosso: "Ci troviamo di fronte a un'autorizzazione rilasciata con un silenzio assenso dalla precedente giunta regionale. Abbiamo fatto un atto di coraggio nel riesaminare questa autorizzazione perché è un assurdo giuridico pensare che un impianto così grande possa essere approvato con un silenzio assenso. Qualora il riesame accerti disallineamenti chiederemo al Governo di rivedere il decreto VIA come è stato fatto poche settimane fa per un parco eolico simile nel Viterbese. La transizione energetica si fa con impianti che funzionano e producono, non con impianti fatti dove non c'è disponibilità".
Nonostante le difficoltà di pianificazione causate dai paletti del Governo nazionale, la via umbra alla transizione è tracciata: "Per raggiungere l'autonomia energetica regionale dobbiamo ragionare sul mix energetico e lo sfruttamento potenziale massimo di ogni fonte. Abbiamo un grande asset idroelettrico in Umbria, dobbiamo potenziare altre fonti come l'eolico. Ma in primo luogo è imprescindibile realizzare gli impianti laddove c'è disponibilità della fonte.
Occupare territorio e depauperare un patrimonio che è un importante fattore di attrazione economica e turistica, se non c'è nemmeno disponibilità di vento, è un controsenso. Di concerto con la Soprintendenza che ha competenza di tutela dei beni culturali, lavoriamo per definire una mappatura di aree a bassa visibilità panoramica dai punti centrali, definendo una sorta di aree idonee per l'eolico. Anche se purtroppo la nuova normativa - in maniera inspiegabile - non ci permette di farlo" ha concluso l'assessore De Luca.
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