politica

Opposizione: "Propaganda e nuovo debito. Il paradosso del bilancio Tardani"

mercoledì 10 giugno 2026

Ci sono quasi 6 milioni di avanzo libero non spesi nel 2025. La Giunta approva nuove spese e investimenti per il 2026 che lasciano tuttavia 2.6 milioni disponibili. Eppure, nonostante questa enorme disponibilità, la stessa Giunta decide di accendere un nuovo mutuo da 1,6 milioni di euro, indebitando la città. È questo il paradosso emerso nell’ultima seduta del Consiglio Comunale. Da un lato si celebra un Comune “risanato”, dall’altro si sceglie di indebitare Orvieto con un prestito di 1.6 milioni che parte nel 2030. Una scelta politica chiara: tenere i soldi in cassa oggi e scaricare il debito dopo le prossime elezioni.

Noi consiglieri di opposizione avevamo presentato un emendamento semplice e di buon senso: usare le risorse già disponibili ed evitare nuovo debito. Sarebbero comunque rimasti 1 milione di euro inutilizzati nelle casse comunali. Una somma più che sufficiente per eventuali nuove esigenze, anche considerando il fatto che mancano solo 6 mesi per effettivamente spendere i fondi rilasciati. E soprattutto, una somma più che sufficiente vista la tendenza di questa Amministrazione a chiudere i bilanci con avanzi sempre più alti, anno dopo anno. La maggioranza ha bocciato l’emendamento: meglio tenersi i soldi e indebitare la città.

E se il nuovo debito viene giustificato con l’investimento sulla Complanare, su cui siamo tutti d’accordo e che è stata votata all’unanimità nel precedente Consiglio, la manovra complessiva è un elenco di interventi rimandati per anni, emergenze improvvise e spese che avrebbero dovuto essere previste da tempo, come l’accantonamento di 300 mila euro per evitare nuovi aumenti della TARI. Così, a pochi mesi dal bilancio di previsione, la maggioranza è costretta a riscrivere tutto con una manovra da oltre 7 milioni di euro. È la prova che non c’è programmazione, ma
solo rincorsa agli eventi. Il ricorso massiccio all’avanzo, usato come salvadanaio per coprire falle e urgenze, e l’uso di 1,2 milioni per spese correnti non strutturali, mostrano una gestione che vive di soluzioni temporanee, non di programmazione dell’ordinario, né di visione del futuro.

Dietro la propaganda dei risultati, Orvieto resta una città che continua a confrontarsi con problemi irrisolti: strade dissestate, manutenzioni insufficienti, impianti sportivi che attendono investimenti, spazi abbandonati, attività economiche che chiudono, e giovani che se ne vanno. Di fronte a tutto questo, la maggioranza rivendica il mantenimento degli equilibri di bilancio. Ma rispettare gli equilibri non è un merito politico: è un obbligo di legge. Il vero metro di giudizio è la capacità di programmare, di utilizzare bene le risorse pubbliche e di costruire una prospettiva di sviluppo per la città. Quello che emerge invece da questa manovra è il quadro di un'amministrazione che procede per aggiustamenti continui, che utilizza avanzi straordinari per tenere in piedi il sistema e che, quando fa comodo, ricorre a nuovo debito, ipotecando il futuro.

Riteniamo che Orvieto meriti molto di più di una gestione finanziaria fatta di variazioni continue, annunci e operazioni emergenziali. Serve una strategia complessiva, serve condivisione, serve una politica capace di affrontare i problemi reali della città. Dopo quasi un decennio di governo cittadino, la Giunta Tardani non può più attribuire ad altri le proprie responsabilità. Oggi il bilancio racconta una verità che la propaganda non riesce più a nascondere: manca un progetto credibile per il futuro di Orvieto.

Partito Democratico
Proposta Civica
Gruppo Misto


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