Proposta Civica per Orvieto: "Calcio e sport, ora la politica deve entrare in campo"

La storia dell’Orvietana Calcio si è ormai tristemente conclusa. Le dichiarazioni dell’ex patron non lasciano spazio a interpretazioni: società privata, questione economica, unica via d’uscita finanziariamente accettabile. Così si chiudono ingloriosamente 116 anni di storia sportiva, con una scelta legittimamente fatta da un privato e chiaramente fondata su ragioni private. Quando però una scelta privata produce effetti pubblici così rilevanti, la politica non può restare spettatrice.
La sindaca e la Giunta devono intervenire con urgenza, in quanto è in gioco l’impatto sociale di una decisione che lascia senza riferimento centinaia di giovani e un intero movimento cittadino. Tutto ciò dovrebbe aprire una riflessione su cosa significa sostenere il valore sociale dello sport nel nostro Comune. Per anni, infatti, a Orvieto lo sport è stato appiattito su un’equazione semplicistica quanto falsa: sport = calcio = Orvietana. Da qui la concentrazione degli investimenti sullo Stadio Muzi, la delega gestionale alla stessa società, l’assenza di una visione complessiva sugli altri impianti e sulle altre discipline. Oggi questo modello è crollato e servono quindi scelte immediate su più fronti.
1. Garantire la continuità del settore giovanile
La priorità è assicurare un futuro ai ragazzi che fino a ieri vestivano i colori dell’Orvietana. In città esistono altre società calcistiche. Riusciamo a metterle insieme e a offrire copertura e continuità ai giovani? La politica deve favorire un percorso comune, coordinare le realtà esistenti e garantire continuità agonistica. Chi si è riempito la bocca per anni del “valore sociale del calcio”, oggi si deve sporcare le mani per realizzarlo.
2. Rivedere la procedura per la concessione del Muzi
Il Muzi è l’asset sportivo più importante della città, e comprende anche atletica e tennis oltre al calcio. La concessione di questa struttura è stata recentemente incanalata verso un partenariato pubblico-privato con un ente del terzo settore creato ad hoc, che vede tra i tre soci fondatori proprio l’ex patron dell’Orvietana. Ora però il Muzi non sarà più il campo di calcio per la serie D, né per la defunta orvietana né per il suo ex Patron. Questo ne cambia totalmente le prospettive, perché non ha più senso che la sua gestione venga accordata con un ente che ha al suo interno il Sig. Biagioli, che oggi non ha più alcun titolo sportivo per gestire o influenzare la gestione del Muzi. La procedura in corso va quindi sospesa e ripensata alla luce della nuova situazione, con criteri trasparenti e un confronto pubblico sul futuro utilizzo dell’impianto.
3. Ripensare gli investimenti sportivi: Orvieto non è solo calcio
Negli ultimi anni le risorse sono state concentrate quasi esclusivamente sul Muzi. È giunta l’ora di guardare in maniera meno faziosa allo sport, riconoscendo che Orvieto non vive di solo calcio. Infatti, la scherma attende una sede adeguata (promessa da anni), il palazzetto dello sport di fatto è inospitale, il rugby opera in condizioni precarie, la piscina comunale è obsoleta e costosa da mantenere. E potremmo continuare. Esistono però risorse disponibili, dal cospicuo avanzo libero al nuovo Bando Sport 2026, che finanzia interventi su impianti nuovi o da riqualificare. La Giunta intende finalmente investire su tutte le discipline o continuerà a privilegiare un solo settore? Se così, qual è la sequenza di priorità con cui intende intervenire? E lo farà davvero o rimarranno promesse come la Casa della Scherma?
4. Il silenzio della sindaca
In questi giorni è arrivato solo un assordante silenzio dalla Sindaca, solitamente molto presente nelle comunicazioni. Mentre elabora il lutto e gestisce il tradimento, molti orvietani , tifosi e non, sportivi e non, aspettano risposte sui tre temi elencati. È il momento che la politica entri in campo. Noi ci siamo.
Proposta Civica per Orvieto
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