politica

"Phobos, l'Orvietano ha già dato troppo. Il Movimento 5 Stelle Orvieto al fianco dei propri concittadini"

venerdì 22 maggio 2026

Il Movimento 5 Stelle di Orvieto comprende perfettamente la rabbia e la profonda preoccupazione di chi vive questo territorio. Essendo formato prima di tutto da cittadini orvietani, il gruppo sa bene quanto la comunità si senta schiacciata da decisioni che piovono dall'alto. Questa zona ha già sopportato tanto, a cominciare dall'annoso e pesante problema della discarica, e ora viene chiesto di accettare un impianto eolico con sette torri d’acciaio alte 200 metri in mezzo a uno dei paesaggi più belli dell'Umbria. È un disagio pienamente condiviso: fa male al cuore a tutti pensare di veder deturpate le colline di casa. L'Orvietano non è un territorio “sacrificabile”, e non lo sarà mai.

È importante però fare chiarezza per rassicurare tutti. La Giunta Regionale guidata dalla presidente Stefania Proietti ha provato con tutti i mezzi a disposizione ad arginare il problema fin dal primo momento: ha bocciato il progetto in sede di Conferenza dei Servizi e, successivamente, ha fatto ricorso al Tar. L'impegno è stato massimo e la Regione sta continuando a lottare, cercando ogni strada ancora percorribile per bloccare l'impianto.
Nel recente appello, comitati e associazioni chiedono di usare uno strumento amministrativo chiamato “autotutela". Per spiegarlo in modo molto semplice, a chi magari non mastica il linguaggio dei tribunali.

Significa che la Regione interviene per cancellare da sola i permessi andati avanti a causa del silenzio assenso della precedente amministrazione. Sembra la via più facile e immediata, ma nasconde un rischio enorme per le tasche di tutti. Se la procedura venisse annullata senza basi legali di ferro, la multinazionale farebbe subito causa per farsi pagare milioni di euro di danni. E a pagare questi rimborsi non sarebbe la politica, ma i cittadini stessi attraverso le loro tasse. È un rischio altissimo, e non si può giocare d'azzardo con i soldi pubblici. Questo però non significa affatto arrendersi: i legali stanno esaminando tutte le carte con il massimo scrupolo.

Se ci sarà anche solo un appiglio sicuro per usare l’autotutela, senza mettere a rischio i risparmi della comunità, la Regione percorrerà questa strada senza esitazioni. C'è tempo fino a lunedì 29 giugno e si stanno tentando davvero tutte le opzioni. Per quanto riguarda il sit-in di giovedì 28 maggio a Perugia, il Movimento 5 Stelle di Orvieto esprime la massima comprensione e vicinanza ai manifestanti. Tuttavia, con la schiettezza che deve esserci tra concittadini, è fondamentale ricordare che sarebbe altrettanto opportuno portare questa protesta a Roma, davanti al governo centrale. Il motivo è molto pratico: il Governo Meloni, approvando il Decreto 5.0, ha di fatto azzerato e reso inefficace una preziosa legge regionale, portata avanti con grande impegno dall'assessore Thomas De Luca.

Quella normativa serviva proprio a stabilire le cosiddette "aree idonee", decidendo con chiarezza dove gli impianti si potevano fare e dove assolutamente no. Senza quell'intervento normativo del governo nazionale, la legge regionale avrebbe evitato il progetto Phobos e tutti gli altri impianti che deturpano il paesaggio, proteggendo le colline umbre in modo definitivo. L'invito è a partecipare numerosi, a dialogare e a farsi sentire giovedì in Corso Vannucci. La transizione ecologica e l'energia pulita sono sfide centrali, ma non si realizzeranno mai a costo di distruggere l'identità del territorio. Non bisogna abbassare la testa, ma continuare a cercare una soluzione concreta, restando uniti e affrontando il problema con consapevolezza e con un fondato ottimismo.

M5S Gruppo Territoriale Orvietano e Media Valle del Tevere

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