Deposito temporaneo di rifiuti all'ex Caserma Piave, il Pd presenta un'interrogazione a risposta scritta

Con un'interrogazione a risposta scritta il Gruppo Consiliare del Partito Democratico torna a chiedere lumi sulla situazione igienico-sanitaria e la gestione del deposito temporaneo dei rifiuti nell’area dell’ex Mensa dell’ex Caserma Piave. Di seguito l'atto in forma integrale:
Premesso che:
- nei giorni scorsi sono circolate foto e immagini relative all’area dell’ex Mensa dell’ex Caserma Piave, dai quali sembrerebbe emergere la presenza di numerosi contenitori e cassonetti colmi di rifiuti, materiali accatastati e rifiuti apparentemente conferiti in modo non ordinato;
- dalle immagini disponibili parrebbe inoltre non risultare chiaramente garantita una corretta separazione delle diverse frazioni merceologiche dei rifiuti, con possibile mescolanza tra rifiuti organici, carta, cartone, plastica e altri materiali;
- la presenza di accumuli di rifiuti, anche quando temporanea e anche quando collocata in un’area non aperta al pubblico, può determinare criticità sotto il profilo igienico-sanitario, ambientale, della sicurezza dei lavoratori e del decoro urbano;
- in particolare, il deposito prolungato o non adeguatamente gestito di rifiuti può favorire la formazione di odori molesti, la presenza di insetti, blatte, roditori e altri animali infestanti, nonché il possibile rilascio di liquami o percolato, soprattutto in presenza di frazioni organiche;
- la presenza di materiali quali carta, cartone, plastica e imballaggi, se accumulati in quantità rilevante e in condizioni non adeguatamente presidiate, può inoltre costituire un potenziale fattore di rischio anche sotto il profilo della sicurezza antincendio;
- l’eventuale natura di “deposito temporaneo” dei rifiuti provenienti dalla raccolta dei cestini del centro storico non fa venir meno la necessità che tale attività avvenga nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, ambientali, contrattuali e di sicurezza, nonché secondo procedure organizzative chiare, controllabili e documentate;
- il fatto che l’area sia interna, chiusa o non ordinariamente accessibile al pubblico non può essere considerato elemento sufficiente a escludere la rilevanza del problema, poiché la tutela della salute, della sicurezza degli operatori e dell’ambiente riguarda anche gli spazi di servizio e le aree tecniche utilizzate per attività connesse alla gestione dei rifiuti urbani;
- l’ex Caserma Piave rappresenta un compendio collocato in un’area centrale e sensibile della città, già oggetto negli anni di attenzione pubblica, progettualità e aspettative di riqualificazione, e non può pertanto essere interessata da situazioni che, anche solo potenzialmente, possano apparire incompatibili con adeguati standard di cura, controllo e gestione.
Considerato che:
- rientra tra i compiti dell’Amministrazione Comunale vigilare sul corretto svolgimento del servizio di igiene urbana, sul rispetto del contratto di servizio da parte del gestore e sull’adozione di modalità operative conformi alle prescrizioni normative e regolamentari;
- è interesse dell’Amministrazione Comunale accertare se l’area in questione sia formalmente individuata e autorizzata quale punto di deposito temporaneo, trasferenza o stoccaggio intermedio dei rifiuti provenienti dalla raccolta dei cestini del centro storico;
- occorre chiarire se per tale utilizzo esistano specifiche disposizioni operative, prescrizioni igienico-sanitarie, protocolli di pulizia, disinfestazione e sanificazione, nonché procedure relative alla sicurezza dei lavoratori e alla prevenzione incendi;
- occorre altresì verificare con quale frequenza i rifiuti vengano effettivamente rimossi dall’area, se tale frequenza sia sufficiente rispetto ai quantitativi conferiti e se siano previsti controlli periodici da parte degli uffici comunali competenti;
- qualora venissero accertate carenze organizzative, igienico-sanitarie o contrattuali, l’Amministrazione avrebbe il dovere di intervenire tempestivamente, anche valutando l’applicazione delle penali o degli altri strumenti previsti dal contratto di servizio;
- una gestione non adeguatamente differenziata dei rifiuti, oltre a produrre un danno ambientale, può incidere negativamente sui costi complessivi del servizio, sull’efficienza della raccolta e sulla quantità di rifiuto indifferenziato destinato allo smaltimento.
Tutto ciò premesso e considerato, si interrogano il sindaco e l’assessore competente per sapere:
1. se l’Amministrazione Comunale fosse già a conoscenza della situazione documentata presso l’area dell’ex Mensa dell’ex Caserma Piave e, in caso affermativo, da quando;
2. se l’area in questione sia formalmente autorizzata o comunque individuata dal Comune, dal gestore o da altri soggetti competenti come punto di deposito temporaneo, trasferenza o stoccaggio intermedio dei rifiuti raccolti nel centro storico;
3. quali tipologie di rifiuti vengano conferite in tale area, da quali circuiti di raccolta provengano e se venga garantita una corretta separazione delle frazioni differenziate;
4. con quale frequenza giornaliera o settimanale i rifiuti vengano rimossi dall’area e trasferiti verso gli impianti o le destinazioni previste;
5. se siano stati effettuati sopralluoghi da parte degli uffici comunali competenti, della Polizia Locale, del gestore del servizio, della USL o di altri soggetti preposti al controllo igienico-sanitario e ambientale;
6. se risultino segnalazioni, verbali, prescrizioni, contestazioni o comunicazioni formali relative alla gestione dei rifiuti nell’area in oggetto;
7. quali misure vengano adottate per prevenire odori molesti, presenza di insetti o roditori, dispersione di liquidi, percolato o altri fenomeni potenzialmente dannosi per la salute e l’ambiente;
8. se siano previste attività periodiche di pulizia, lavaggio, sanificazione e disinfestazione dell’area e con quale frequenza vengano effettuate;
9. se la gestione dell’area sia conforme alle previsioni del contratto di servizio e agli obblighi posti in capo al gestore dell’igiene urbana;
10. se la gestione dell’area sia conforme alle previsioni del contratto di servizio e agli obblighi posti in capo al gestore dell’igiene urbana;
11. se, qualora venissero accertate irregolarità o inadempienze, l’Amministrazione intenda procedere alla contestazione formale nei confronti del gestore e all’eventuale applicazione delle penali contrattualmente previste;
12. quali interventi immediati si intendano adottare per assicurare il pieno ripristino delle condizioni di igiene, sicurezza e decoro dell’area;
13. quali misure strutturali l’Amministrazione intenda assumere per evitare il ripetersi di situazioni analoghe, anche valutando l’aumento della frequenza dei ritiri, una più rigorosa separazione delle frazioni differenziate, l’individuazione di spazi più idonei e controllati, nonché l’adozione di procedure operative formalizzate e verificabili.
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