politica

Proposte di legge su sanità e appalti, partita la raccolta firme

venerdì 15 maggio 2026

Rendere effettivo il diritto alla salute attraverso il rafforzamento del servizio sanitario nazionale e la valorizzazione del personale e garantire maggiori tutele economiche e normative per lavoratrici e lavoratori in appalto, nonché più salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Questi, in sintesi, i temi contenuti nelle due proposte di legge di iniziativa popolare su Sanità pubblica e Lavoro e Appalti promosse dalla Cgil, insieme a un vasto numero di organizzazioni e associazioni della società civile, la quale ha lanciato ufficialmente anche a Perugia e Terni la campagna di raccolta firme, venerdì 15 maggio, in concomitanza delle assemblee delle assemblee dei due sindacati territoriali.

A Perugia, all’Ospedale Santa Maria della Misericordia, sono intervenuti Simone Pampanelli, segretario generale Cgil Perugia e Stefano Malorgio, segretario generale Filt Cgil, mentre a Terni all’Ospedale Santa Maria, c’erano Claudio Cipolla, segretario generale Cgil Terni, e Luca Trevisan, segretario nazionale Fiom Cgil. A Terni è stato anche allestito un primo banchetto per raccogliere le firme necessarie.

La proposta di legge sulla sanità chiede il pieno rispetto dell’articolo 32 della Costituzione, che recita che "la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti", visto che, spiega l'organizzazione sindacale, "il Servizio sanitario nazionale (Ssn) è oggi fortemente impoverito a causa dei tagli alle risorse, con conseguente limitazioni nel diritto alla cura dei cittadini e criticità anche per gli stessi operatori sanitari del pubblico".

La proposta di legge chiede, dunque, di portare il finanziamento del fondo sanitario nazionale al 7,5% del Pil, la valorizzazione economica e professionale del personale (la spesa per il personale non deve avere tetto di spesa), il pieno e omogeneo sviluppo dell’assistenza territoriale (Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Distretti), il rispetto dei tempi di attesa attraverso investimenti nel Ssn per la presa in carico dei bisogni di salute delle persone, il potenziamento dell’assistenza domiciliare e il miglioramento dell’assistenza residenziale e semiresidenziale.

La proposta di legge sugli appalti, poi, riassunta nello slogan ‘Stesso lavoro, stesso contratto’, vorrebbe che chi lavora in appalto abbia lo stesso salario e gli stessi diritti dei dipendenti del committente; più tutele per i lavoratori autonomi; più responsabilità dei committenti privati su salute e sicurezza, portando quindi negli appalti privati quanto previsto per gli appalti pubblici; più responsabilità dei committenti privati e pubblici su salari e diritti; l’assunzione diretta del lavoratore presso il committente, nel caso in cui vi sia accertato un appalto illecito; limiti alle catene dei subappalti, con il divieto nei settori o territori in cui c’è il rischio di infiltrazioni di mafie e criminalità organizzata; prevedere, nelle aziende con più di 15 dipendenti, momenti informativi tra azienda e sindacato affinché i lavoratori del committente ed i loro rappresentanti sappiano quali attività appaltare, perché e soprattutto a quali condizioni.

“Queste due leggi – ha affermato Pampanelli – si pongono l’obiettivo, di aprire una grande mobilitazione, generalizzata e popolare, per dare una spinta e un’inversione di marcia. Bisogna reinvestire sul pubblico e sui diritti andando a reperire le risorse laddove esse sono e cioè dai grandi patrimoni, non dai lavoratori. Il livello di finanziamento del fondo sanitario nazionale non deve essere inferiore al 7,5% del Pil, mentre oggi siamo poco sopra il 6%. Inoltre, vogliamo ridefinire le regole sugli appalti, con tutele maggiori per lavoratrici e lavoratori in appalto e più garanzie per i dipendenti diretti dei committenti. Siamo qui a difendere, ancora una volta, la Costituzione”.

“Si tratta di affrontare – ha sottolineato Malorgia – con le persone e i cittadini due temi fondamentali per la civiltà di questo paese. Stiamo assistendo alla progressiva distruzione del sistema sanitario nazionale, costruito con la lotta dei lavoratori e la partecipazione di tutti i cittadini e, allo stesso tempo, siamo di fronte a un degrado del lavoro che va avanti da moltissimi anni, soprattutto sulla base di un sistema di appalti assolutamente deregolamentato dove si addensano le condizioni di lavoro peggiori”.

“Sanità e appalti, due temi centrali e fondamentali, due nervi scoperti – ha aggiunto Cipolla – che parlano direttamente alle condizioni materiali di lavoratrici e persone. La legge sugli appalti è una legge di dignità per il lavoro e di giustizia sociale per lavoratrici e lavoratori.

Nella filiera degli appalti, laddove si allargano le maglie dei controlli e si applicano contratti non sempre rispondenti alle mansioni che si fanno, succedono, guarda caso, il 70% degli infortuni sul lavoro.  Per quello che riguarda la sanità è sotto gli occhi di tutti, la necessità di rimettere al centro il rispetto di un diritto costituzionale. Il diritto alla salute va tutelato attraverso un investimento pubblico, con risorse che invece di essere spese per l’economia di guerra, dovrebbero essere spese per investire nel territorio, nelle strutture, nel personale e nei servizi".

“Oggi è il primo giorno di lancio della campagna di raccolta firme – ha concluso Cipolla –. Proseguiremo nei prossimi con banchetti e gazebo in diversi punti del territorio, approfittando anche delle celebrazioni dei nostri 130 anni di Camera del Lavoro. Chi vorrà, inoltre, potrà firmare on line, sul sito del Ministero della Giustizia e in tutte le sedi territoriali della Cgil”.

Per quanto riguarda la provincia di Perugia, infine, le prime iniziative sono in programma sabato 16 maggio: dalle 9 alle 12 al mercato di Pian di Massiano di Perugia; a Città di Castello in piazza Matteotti; a Umbertide in piazza Matteotti; a Gualdo Tadino in piazza Martiri della libertà; a Foligno in largo Giosuè Carducci; a Spoleto in piazza della Vittoria; a Castiglione del Lago nel piazzale del centro commerciale Coop; a Collazzone nella frazione di Collepepe in strada dell’Osteria 87.

 

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