PrometeOrvieto: "La sanità si realizza anche con un'adeguata accoglienza"

La sanità sta vivendo un momento assolutamente particolare, destinato a recepire i cambiamenti necessari e a ridefinire il suo assetto organizzativo nel prossimo futuro. Il necessario rilancio dell'Ospedale "Santa Maria della Stella" e della medicina territoriale richiede oggi un cambio di passo che vada oltre la rivendicazione politica. L'Usl Umbria 2 ha sicuramente la responsabilità tecnica di potenziare organici e apparecchiature, missione su cui sta dando segnali di concreta volontà. C’è però un’altra partita fondamentale che si gioca fuori dalle mura ospedaliere, cioè quella dell’attrattività del nostro territorio.
La storia recente ci insegna che i bandi di reperimento del personale sanitario non sono sufficienti per attrarre professionisti. Serve anche un’attivazione dei Comuni del territorio per migliorare la loro accoglienza. Nel dialogo aperto già nel maggio 2023 con la Direzione dell'Usl, noi di PrometeOrvieto avevamo già segnalato la necessità di trasformare Orvieto in una città capace di accogliere e trattenere i professionisti della salute e le loro famiglie, raccogliendo allora un grande scetticismo locale.
Dalle relazioni ai fatti: il ruolo della Commissione Sanità
Fino ad oggi, le istituzioni locali si sono mosse in modo convenzionale. Ad esempio, la Commissione Sanità comunale ha prodotto, dopo un interminabile lavoro, un documento che riassume criticità note da tempo e istanze rivolte (anch’esse da tempo) alla Regione. Tuttavia, quel lavoro non basta: la Commissione può e deve diventare utile passando dalla fase di fotografia a quella della proposta operativa, contribuendo attivamente alla progettazione di misure di supporto all’accoglienza.
Su cosa si dovrebbe lavorare
Il problema degli affitti ad Orvieto, spesso troppo alti o condizionati dal mercato turistico, è un vero ostacolo per chi vince un concorso e deve decidere se trasferirsi. Gli amministratori del comprensorio hanno oggi l’opportunità di fare la differenza con misure specifiche per il sostegno alla residenzialità e al welfare per le famiglie. Da parte dell'Usl serve anche garantire un percorso di formazione, in accordo con le università e le aziende ospedaliere, che curi la professionalizzazione di alto livello per gli operatori che scelgono il nostro ospedale. Se un medico decide di vivere qui, porta economia e stabilità sociale. È un investimento che torna rapidamente nelle tasche dei cittadini sotto forma di servizi sanitari più efficienti e meno spopolamento.
Una sinergia necessaria
La visione è quella di una responsabilità condivisa. Mentre l'Usl deve continuare a investire in formazione e tecnologie all'avanguardia, garantendo lo status di Dea di I livello, gli amministratori debbono agire con un adeguato supporto all’accoglienza. Ci piacerebbe che gli operatori di una sanità che funziona si possano sentire parte integrante della comunità del territorio. Invitiamo dunque le amministrazioni e la Commissione Sanità a sedersi ad un tavolo per trasformare queste idee in percorsi operativi. Il tempo delle analisi è finito: è il momento di rendere Orvieto una scelta gradita per i migliori professionisti della sanità.
PrometeOrvieto
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