Rendiconto di gestione 2025, opposizione: "Più avanzo che coraggio!"

Non basta che i numeri tornino, se è la città a non andare avanti: nasce da qui il voto contrario dei gruppi di opposizione al rendiconto della gestione 2025 del Comune di Orvieto. Il documento è politicamente insufficiente e anche tecnicamente non brilla per eccellenza. I rilievi dei revisori dei conti non sono dettagli: indicano criticità strutturali sulla capacità di riscossione, sulla gestione dei residui attivi, sul controllo delle partecipate e sul monitoraggio dei progetti strategici, a partire dal PNRR.
A fronte di un avanzo libero di amministrazione superiore ai 5 milioni di euro, manca del tutto una strategia capace di trasformare le risorse in servizi, sviluppo e opportunità per i cittadini. Un avanzo elevato non è un merito in sé: al contrario, è il segno di una politica che non riesce a scegliere e quindi non incide sul corso delle cose. Al ragioniere i conti tornano, ma alla città no.
Le scelte contenute nel rendiconto confermano questa impostazione.
• Politiche sociali ferme: risorse sostanzialmente stabili, senza innovazione e, in alcuni casi, in riduzione, proprio mentre crescono i bisogni.
• Cultura e istruzione in calo: meno investimenti significa meno attrattività, meno opportunità, meno futuro.
• Spesa corrente in aumento senza strategia: più spesa, ma non più qualità né efficienza.
• Riscossione in difficoltà: l’aumento del fondo crediti di dubbia esigibilità segnala un problema strutturale che continua a essere rinviato.
• Ambiente assente: nessuna visione su progetti di mobilità sostenibile e/o transizione ecologica.
• Anticipazioni di tesoreria elevate: un segnale che non può essere sottovalutato.
È un bilancio che fotografa un’amministrazione che gestisce l’ordinario, ma non guida il futuro. Che conserva, ma non costruisce. Si preferisce la prudenza alla programmazione, la gestione del presente alla costruzione del futuro: senza visione si segna il passo. E così, mentre le risorse restano ferme, contiamo le occasioni perdute.
Orvieto ha davanti sfide decisive: sviluppo sostenibile, attrattività, qualità dei servizi, coesione sociale. Ma queste sfide richiedono scelte, coraggio e direzione. Quello che vediamo, invece, è una gestione miope, che si limita ad asfaltare qualche strada — spesso in ritardo — e a tagliare nastri per interventi minimi, mentre le grandi opportunità vengono lasciate scorrere. È la politica che si accontenta di apparire, ma non riesce a trasformare.
Per questo il nostro voto è stato contrario, perché neanche la stabilità potrà essere garantita senza crescita economica e visione politica.
Partito Democratico, Proposta Civica, Gruppo Misto
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