Restauro di Porta Maggiore, Giovannini (Pd) sollecita interventi rispettosi della storia

Il consigliere comunale Pd Federico Giovannini torna a sollecitare l'Amministrazione Comunale rispetto al restauro di Porta Maggiore, l'arco storico in fondo a Via della Cava che costituisce uno degli accessi più antichi alla città di Orvieto. L'intervento, realizzato un paio d'anni fa dal Comune, è stato valutato dalla Soprintendenza come “avente carattere provvisorio, finalizzato a garantire condizioni minime di sicurezza in attesa di un intervento definitivo di restauro”. Nel corso del tempo, la Soprintendenza stessa ha sollecitato il Comune a procedere alla redazione di uno specifico progetto di ripristino che individuasse “soluzioni rispettose dei valori storici e materici del manufatto”.
Come riportato anche nella comunicazione inviata al tecnico referente di zona, l'architetto Francesco Barducci, i lavori erano stati avviati in seguito al crollo di tufi e pietre antiche alla base della struttura. Il ripristino, tuttavia, avrebbe previsto l'utilizzo di materiali nuovi, giudicati non idonei rispetto al valore storico del manufatto. Nel sottolineare che Porta Maggiore è un sito di rilevanza storica documentata, Giovannini evidenzia come sarebbe stato necessario un intervento più rispettoso dei materiali originari, come blocchi di basaltina e tufi antichi. Il consigliere ha presentato più interrogazioni per chiedere la rimozione dei materiali moderni e il ripristino corretto della parte danneggiata, senza però ottenere ancora risultati.
A gennaio aveva inviato una segnalazione anche alla soprintendente Francesca Valentini e una nuova richiesta formale all'architetto Barducci per “conoscere eventuali aggiornamenti e interventi futuri per un restauro più conforme ai criteri di tutela del patrimonio storico”. Nella risposta, arrivata in questi giorni, Barducci ha espresso apprezzamento per l'attenzione e l'impegno dimostrati, sottolineando l'importanza di una collaborazione costruttiva tra tutte le parti coinvolte.
Il tecnico ha inoltre evidenziato come l'individuazione del responsabile unico del procedimento possa favorire un iter più rapido ed efficace. “Rimaniamo in attesa del progetto di ripristino per le nostre verifiche e valutazioni di competenza”, si legge nella risposta, che lascia aperta la prospettiva di un intervento futuro, senza indicare tempistiche precise. Tra esigenze di tutela storico-artistica e tempi amministrativi, la questione resta aperta mentre Porta Maggiore continua a costituire un banco di prova per la gestione del patrimonio culturale locale.
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