politica

Riforma Nordio, le ragioni di un No che chiama in causa la democrazia

giovedì 12 marzo 2026
di A.P.

Mercoledì 11 marzo, come annunciato, a Castel Viscardo, nella Sala Comunale di Piazza Italia, si è svolto un incontro pubblico di particolare rilievo dedicato alla Riforma Nordio e alle ragioni del No in vista del referendum costituzionale di domenica 22 e lunedì 23 marzo. Un appuntamento che ha avuto il merito, non scontato, di riportare la questione della giustizia fuori da letture sommarie e dentro il perimetro di un confronto argomentato, accessibile e civile.

Nel corso dell’iniziativa, introdotta dal sindaco Daniele Longaroni, con gli interventi del magistrato Giorgio Panucci, del consigliere regionale Francesco Filipponi e con il contributo del sociologo Angelo Palmieri, sono emerse con chiarezza le criticità di una riforma presentata come decisiva ma giudicata, dai promotori dell’incontro, incapace di misurarsi fino in fondo con i nodi reali del sistema giudiziario.

Il punto emerso con maggiore chiarezza è questo: una riforma degna di questo nome dovrebbe rafforzare l’equilibrio del sistema, consolidare le garanzie, rendere più credibile la risposta della giustizia e difendere con rigore l’autonomia della magistratura. Al contrario, secondo i relatori, la separazione delle carriere rischia di intervenire sull’architettura istituzionale senza affrontare ciò che pesa davvero sulla vita democratica del Paese.

L’incontro ha così assunto un significato che supera il merito tecnico del quesito referendario. Ha ricordato che la giustizia non è una materia riservata agli specialisti, ma una questione che tocca la tenuta dello Stato di diritto e la qualità della convivenza civile. E che informarsi, discutere e comprendere prima di scegliere è ancora uno dei gesti più alti della responsabilità pubblica.

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