Comitato Orvietano per la Salute Pubblica: "Ogni firma conta"

L’Ospedale di Orvieto è finalmente sulla bocca di tutti: chissà se per merito delle ormai 7.000 firme raggiunte dalla seconda petizione a marchio Cosp o se per via delle notizie uscite nei giorni scorsi, relative alla paventata chiusura del Pronto Soccorso. Ricordiamo che il Cosp è nato a luglio 2024 proprio perché alcuni cittadini sentivano la necessità di colmare il silenzio, sia istituzionale sia dei partiti politici orvietani, che si percepiva di fronte ai problemi sanitari del territorio, quando si era diffusa la notizia, proprio analoga a quella di questi giorni relativa al Pronto Soccorso, in cui si diceva che per alcune giornate di luglio, il Presidio Ospedaliero non avrebbe potuto garantire un qualunque intervento chirurgico, causa carenza di medici. Se non fosse stato per questo insomma, saremmo potuti stare tutti tranquillamente al mare.
Inoltre, rammentiamo che a maggio del 2025 il Cosp ha realizzato un evento a Palazzo del Capitano del Popolo, al quale avevano partecipato il sindaco Roberta Tardani, l'allora direttore generale Piero Carsili, la dottoressa Ilaria Bernardini e i medici responsabili di tutti i reparti del Santa Maria della Stella, per iniziare un lavoro di sensibilizzazione delle istituzioni al tema del potenziamento del presidio ospedaliero di Orvieto, in cui la riqualificazione del Pronto Soccorso potesse diventare il fulcro di questo rilancio.
Non ci siamo svegliati adesso, dunque, tant’è che la petizione popolare per il nostro Ospedale, partita ufficialmente il 13 dicembre con la presenza e la firma del senatore Andrea Crisanti, ha delle richieste ben precise e tra queste anche l’ampliamento e la riqualificazione del Pronto Soccorso che, facendo parte di un Dea di primo livello, deve garantire il funzionamento continuo h24, sette giorni su sette. Pertanto è necessario garantire il potenziamento del personale medico, infermieristico e del 118 a servizio del Pronto Soccorso di Orvieto, personale che oggi risulta carente in organico.
Approfittiamo per fare un appello a tutte le forze politiche e alle figure istituzionali che in questi giorni hanno riempito le pagine dei giornali esprimendo la propria preoccupazione e rassicurando allo stesso tempo sulla loro incessante attività di monitoraggio della situazione. Un modo per dimostrare questi propositi di premura e considerazione può essere anche quello di firmare la petizione del Cosp e magari anche di accompagnare, a conclusione della petizione stessa, il Comitato in Regione per portare il “peso” della volontà di 7.000 persone (probabilmente molte di più ai conteggi conclusivi) che chiedono risposte concrete per un presidio ospedaliero con delle caratteristiche importanti come quello di Orvieto, con un bacino d’utenza che va da Città della Pieve fino a Piansano, includendo anche tutti i comuni attorno al Lago di Bolsena e quelli vicino all’Autostrada del Sole.
Aderire o sostenere la nostra petizione, non significa schierarsi con nessuna parte politica, perché l’incipit dell’articolo 3 dello Statuto del Cosp è "L'Associazione non ha fini di lucro, è apartitica ed aconfessionale e si ispira ai principi di solidarietà, sussidiarietà, democrazia e pluralismo". Questo non significa che siamo contro i partiti politici o, come banalmente ipotizzato da taluni, tramiamocontro qualcuno di questi, ma che crediamo fortemente che la battaglia per la Salute Pubblica debba essere portata avanti indipendente dal colore politico, perché significa chiedere il rispetto dell’articolo 32 della Costituzione Italiana.
Pensate che una firma non risolva il problema? Il momento in cui ci si avvicina per capire perché si dovrebbe firmare, secondo noi del Cosp, serve per spiegare alle persone "comuni" le criticità in cui, da tempo, senza dare colpe ad un giunta regionale piuttosto che ad un’altra, verte il nostro Ospedale. Una firma serve per far arrivare i problemi del territorio in cui si vive tra i cittadini, facendoli sentire importanti, attivandoli e responsabilizzandoli verso il bene comune. Una firma serve per restituire un senso di comunità ad un territorio in cui questo, ahimè da tempo, scarseggia. Una firma, però, serve anche a portare i problemi dello stesso territorio ai tavoli istituzionali, chiedendo di prenderli in considerazione dando risposte alla propria collettività.

Il Cosp, comunque, in questo periodo non si sta occupando soltanto dell’Ospedale ma nell’ultimo mese sta portando in giro per il territorio la proposta, in collaborazione con Nova, Val di Paglia Bene Comune, Rose Rosse d’Europa, Ecomuseo del Paesaggio Orvietano e Comitato per la difesa del Fiume Paglia, di “allargare” la Zona Sociale n. 12 a sei Comuni dell’Amerino, in modo da far si che l’Area Interna Sud-Ovest Orvietano possa avere una valenza distrettuale intorno ai 60.000abitanti ed essere quindi più in linea con il dal DM77/22. Tale proposta è stata già accolta con molto interesse sia dal sindaco di Lugnano in Teverina sia da quello di Attigliano.
In questo modo Orvieto diventerebbe il Comune Capofila di ben 19 Comuni. Cogliamo, inoltre, l’occasione per rispondere alle numerose richieste di tavoli di lavoro sulla salute arrivati, sempre in questi giorni, tramite i giornali. Il Cosp è disponibile a partecipare soltanto ad assemblee pubbliche perché ritiene, com’è emerso anche dall’ultima assemblea dei soci, che questo sia l’unico modus operandi efficace da portare avanti.
Questo, sia per raccogliere istanze provenienti da una fetta più ampia e meno rappresentata di popolazione sia perché l’apporto del Comitato a questi tavoli è già riportato nel contributo al Piano socio-sanitario dal titolo "La salute che vogliamo", consegnato al presidente della Commissione Sanità Luca Simonetti il 15 novembre, alla presidente della Regione Stefania Proietti e alla dottoressa Ilaria Bernardini il 16 novembre, ai consiglieri regionali Laura Pernazza e Andrea Romizi e comunale Evasio Gialletti il 19 dicembre e a tutti coloro che sono venuti ai nostri eventi o ai banchetti per la raccolta firme.
Comitato Orvietano per la Salute Pubblica Odv
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