Castel Viscardo avvia un programma per il recupero dei beni abbandonati e la valorizzazione dei beni comuni

Il Comune di Castel Viscardo ha deciso di intraprendere una serie di azioni concrete per contrastare il crescente fenomeno dell’abbandono di immobili e terreni nel territorio comunale, con l’obiettivo di tutelare l’interesse generale, arrestare lo spopolamento e promuovere una nuova stagione di riqualificazione e sviluppo sostenibile.
"Vogliamo restituire vita e dignità ai luoghi dimenticati – dichiara il sindaco, Daniele Longaroni – affinché tornino a essere risorse per la nostra comunità e per le future generazioni. Ogni bene abbandonato è una ferita nel tessuto sociale, economico e culturale del paese. L’Amministrazione è determinata a sanarla con strumenti concreti e partecipati".
Il Comune richiama i principi costituzionali sanciti dagli articoli 41, 42 e 43 della Costituzione Italiana e dall’articolo 17 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, secondo i quali la proprietà deve sempre rispondere a una funzione sociale. Sono considerati “beni comuni” quei beni che esprimono utilità fondamentali per il libero sviluppo della persona e per l’esercizio dei diritti collettivi: beni artistici, ambientali, culturali e sociali che appartengono, di fatto, alla collettività e che devono essere preservati e valorizzati.
Nell’ambito di un più ampio programma di riqualificazione urbana e territoriale, l’Amministrazione Comunale ha stabilito di:
- effettuare un censimento degli immobili abbandonati o in stato di degrado di proprietà pubblica e privata;
- attivare le procedure di acquisizione al patrimonio comunale dei beni abbandonati, al fine di restituirli a un uso collettivo e sociale;
- favorire il recupero e la riqualificazione di tali beni per destinarli a scopi pubblici, culturali, sociali o di housing sociale;
- prevedere, dove necessario, la demolizione di strutture pericolanti o incompatibili con le esigenze di sicurezza, viabilità e pubblica utilità.
Tra le possibili destinazioni d’uso dei beni recuperati si prevede:
- la creazione di spazi a vocazione turistica e culturale,
- l’utilizzo per finalità sociali e associative,
- la realizzazione di aree verdi e di aggregazione,
- la promozione di progetti di housing sociale e rigenerazione urbana sostenibile.
Per garantire trasparenza e condivisione, il Comune promuoverà momenti di consultazione con la cittadinanza, con l’obiettivo di costruire insieme una strategia di recupero basata sulla partecipazione e sulla corresponsabilità. Parallelamente, verranno coinvolte le commissioni consiliari per la stesura di un regolamento comunale sui beni abbandonati e i beni comuni, che disciplini modalità, criteri e strumenti di intervento per l’acquisizione, il riuso e la gestione collettiva degli immobili inutilizzati. "Riteniamo – conclude il primo cittadino – che la cura del territorio e dei beni comuni sia una forma alta di democrazia partecipata. Restituire vita agli spazi abbandonati significa restituire speranza, coesione e identità alla nostra comunità".
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