"Dal Trasimeno una lezione per Orvieto: la formazione crea futuro"

In un’epoca in cui il mondo del lavoro richiede competenze legate alla sostenibilità, all’innovazione e alla transizione ecologica, Orvieto rischia di restare indietro. Per Proposta Civica, l’offerta formativa è una leva strategica per lo sviluppo dell’Orvietano. Lo affermiamo da tempo, ma questa visione si scontra con l’assenza di politiche concrete sul territorio.
Nell’ultimo Consiglio Comunale è stata approvata all’unanimità una proposta dell’Area interna dei Comuni del Trasimeno: un piano per coordinare l’offerta formativa e potenziare la mobilità scolastica tra comprensori. I comuni del lago prevedono nuovi indirizzi nelle scuole superiori di Fabro, Città della Pieve, Castiglione del Lago e Magione, legati al progetto Wood4Green Umbria, che si concentra sulla gestione sostenibile delle foreste e sulle Green Community. A questo si aggiunge un corso ITS Academy post-diploma a Tavernelle di Panicale, dedicato alla bioedilizia e alla qualità dell’abitare. Un’iniziativa concreta, utile e condivisibile, che risponde alle esigenze del mercato e amplia le opportunità per i giovani.
Nel 2024, in Italia, le imprese hanno previsto 4.5 milioni di assunzioni con competenze green. In Umbria, un terzo delle ricerche di personale riguarda profili tecnici in bioedilizia, energie rinnovabili, agricoltura e tutela ambientale. Solo nella nostra regione, nel 2024 le aziende hanno attivato 22.470 ricerche di lavoro in questi ambiti, ma oltre metà dei posti è rimasta scoperta per mancanza di candidati qualificati. I corsi ITS umbri, invece, registrano risultati eccellenti: il 92% degli studenti trova lavoro entro un anno dal diploma, in settori coerenti con la formazione ricevuta. Il monitoraggio nazionale 2025 sugli ITS colloca i percorsi umbri al primo posto in Italia! L’Umbria ha una ITS Academy a Perugia, con più di dieci corsi attivi, erogati non solo nel capoluogo, ma anche a Terni, Città di Castello, Foligno e Montefalco. Perché non Orvieto?
Nonostante questo, e nonostante le opportunità offerte dai nuovi settori, Orvieto continua a proporre percorsi formativi legati ai settori tradizionali del territorio – agricoltura, vino, turismo – ambiti già ampiamente presidiati e con margini di crescita limitati. Nei campi invece in cui il mercato oggi chiede con forza nuove competenze non esiste nulla nei nostri paraggi. È una sfida più complessa, certo, ma è anche quella che può generare nel tempo maggior valore, occupazione qualificata e stipendi più alti. Se vogliamo davvero costruire un futuro per i giovani dell’Orvietano, è su queste direttrici che dobbiamo investire.
Il problema è che mentre i Comuni del Trasimeno avanzano con visione e progettualità, Orvieto resta immobile. Durante la discussione in Consiglio, la nostra consigliera Roberta Palazzetti ha chiesto cosa sia previsto per Orvieto in termini di formazione nei settori green. La risposta è stata, ancora una volta, deludente: si è citata la ITS Summer School dello scorso luglio, con appena tredici iscritti per tre giorni di corso in smart farming. Nulla a che vedere con percorsi strutturati e qualificanti. Si è parlato di investimenti dell’area interna, che però – da quanto ci risulta – si limitano a borse di studio, che necessariamente allontanano i ragazzi dal territorio senza sviluppare una nuova offerta formativa locale.
Mentre altrove si rafforzano le scuole superiori, si aprono nuovi ITS e si costruisce un piano per i giovani e il territorio, Orvieto resta ferma. E noi, ancora una volta, possiamo solo prenderne atto.
Proposta Civica Orvieto
"La Summer School è stato un primo esempio di quello che potrebbe essere un corso Its"
Tardani: "L'Its è un obiettivo strategico su cui serve l'impegno concreto di tutti"
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