politica

Per un futuro possibile della Caserma Piave: contributo alla riflessione

domenica 20 luglio 2025

Da anni, la questione della ex Caserma Piave rappresenta uno dei principali nodi irrisolti del dibattito urbanistico e politico della città di Orvieto. Situata in posizione centrale all’interno del tessuto storico, questa imponente struttura – soggetta a vincoli della Sovrintendenza – versa in una condizione di sostanziale abbandono, fatta eccezione per l’utilizzo marginale da parte di alcuni uffici pubblici.

Nel tempo si sono susseguite numerose proposte di riutilizzo: dal campus universitario alla scuola di polizia, fino all’ipotesi di un polo museale. Tuttavia, nessuna di queste ipotesi ha trovato attuazione concreta. Le ragioni, probabilmente, non risiedono in una carenza di visione, quanto piuttosto nell’assenza di un progetto strategico condiviso, capace di conciliare tutela del patrimonio, sostenibilità economica, utilità pubblica e coerenza architettonica con le reali esigenze del territorio.

Guardando alle esperienze più avanzate di rigenerazione delle ex strutture militari, emerge chiaramente che la riqualificazione di un complesso di tali dimensioni e complessità non può fondarsi su soluzioni frammentarie, episodiche o speculative. Al contrario, è necessario attivare un processo pianificato, integrato e multidisciplinare, che coinvolga fin dalle prime fasi la Sovrintendenza, i livelli istituzionali competenti e gli attori economici e sociali del territorio, inclusi eventuali partner privati e soggetti del mondo accademico e della ricerca.

Negli anni, il contesto urbano di Orvieto è profondamente mutato. L’espansione dell’economia turistica ha progressivamente modificato la funzione residenziale del centro storico, determinando uno svuotamento demografico e la crescita esponenziale delle strutture ricettive extra-alberghiere, con un incremento dei valori immobiliari che ha reso sempre più difficile per giovani, famiglie e lavoratori permanere stabilmente nella città. Un trend che, pur essendo comune a molte città italiane ad alta attrattività turistica, richiede risposte innovative e politiche pubbliche orientate alla rigenerazione urbana, al riequilibrio demografico e alla coesione sociale.

In questo quadro, la ex Caserma Piave potrebbe diventare uno spazio di progetto per un nuovo pezzo di città, fondato sui principi della sostenibilità ambientale, dell’innovazione tecnologica e dell’inclusione sociale. Esistono modelli virtuosi a cui ispirarsi: ad Amsterdam, il Marineterrein – ex area della marina – è oggi un distretto urbano sperimentale dedicato all’innovazione, alla sostenibilità e alle nuove economie, con spazi per startup, residenze accessibili e servizi pubblici; a Parigi, la Caserma Reuilly è stata trasformata in un nuovo quartiere residenziale con oltre 600 alloggi, compreso il social housing, una scuola e aree pubbliche; sempre nell’Île-de-France, il Fort d’Aubervilliers è stato riqualificato come polo culturale e residenziale, integrato nel tessuto metropolitano.

Considerando i tanti fattori contingenti, potrebbe essere giunto il momento di superare la fase dell’incertezza e delle occasioni mancate. Molto probabilmente occorrerebbe una decisione strategica, lungimirante e condivisa: promuovere l’attivazione di un tavolo istituzionale stabile tra Comune di Orvieto ed organi di tutela quale la Sovrintendenza e gli altri preposti, con il coinvolgimento di università e centri di ricerca. Le università, attraverso la “terza missione” - peraltro, nel piccolo, utilizzata a Ficulle per la riqualificazione del Teatro San Lorenzo- potrebbe definire, di concerto con gli organi di tutela e gli stakeholder, gli indirizzi strategici dell’intervento e gettare le basi per una procedura pubblica di respiro internazionale, per la selezione del progetto di rigenerazione urbana. E’ questa la via percorsa in Italia per affrontare interventi urbani complessi in presenza di vincoli, come ad esempio avviene in tanti casi a Roma.

Attraverso una regia pubblica, una condivisione tra Comune e Sovrintendenza, una visione integrata e un partenariato pubblico-privato responsabile potrebbe essere possibile trasformare la ex Caserma Piave da spazio del disuso a laboratorio di futuro, restituendole un ruolo centrale nella vita urbana della città. Il Marineterrein di Amsterdam potrebbe essere un riferimento da tenere in considerazione.

Gian Luigi Maravalle,
sindaco di Ficulle

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