politica

PrometeOrvieto incontra i cittadini. "Sanità negata, aiutaci ad aiutarci"

giovedì 24 novembre 2022

L'Associazione PrometeOrvieto ha organizzato per martedì 6 dicembre alle 17 nei locali del Centro Culturale e Sociale per Anziani di Ciconia un incontro pubblico che ha per titolo "Sanità negata".

"Lì - affermano in una nota congiunta Florido Fratini, Giuseppina Barloscio, Fabio Giovannella, Luigi Ianni, Dante Freddi e Titta Breccia - ci troveremo con chi ha interesse a difendere la qualità dell’assistenza sanitaria nell'Orvietano e nell’Umbria. Decine di cittadini, sui social, sui giornali e negli scambi personali segnalano disfunzioni gravi della sanità orvietana.

Ognuno ha la sua storia di prestazioni possibili soltanto dopo attese inconcepibili  o in tempi accettabili soltanto intramoenia o presso presidi lontanissimi, per molti impossibili da raggiungere. Tutti sollecitano che si faccia qualcosa. Noi abbiamo raccolto questo invito e quindi è stato aperto l'indirizzo mail dilloaprometeorvieto@gmail.com a cui inviare le segnalazioni di disagi, con la garanzia di massima riservatezza. 

Vogliamo riempire la protesta latente di fatti oggettivi, vogliamo superare le sensazioni e capire perché avvengono inefficienze di per sé incomprensibili, ma che certamente hanno una ragione, che vogliamo capire. Ci interessano i peccati, non i peccatori. 

L’obiettivo è determinare uno scenario realistico della nostra sanità da cui  poter trarre uno studio dettagliato, che con il contributo di esperti del settore possa sostenere i nostri amministratori, da cui non ci accontentiamo di rassicuranti letture. Nel 2016, per difendere gli interessi nostri e degli altri risparmiatori truffati dalla Banca Popolare di Bari costituimmo l’Associazione Praesidium. Il metodo di lavoro è stato studiare, informarsi, informare i soci e l’opinione pubblica, porre in atto azioni di rivendicazione dei nostri interessi.

Abbiamo ottenuto risultati positivi e i soci che hanno ritenuto di seguire le nostre indicazioni hanno potuto recuperare parte dei risparmi. Nel 2020, di fronte a un'evidente incapacità a immaginare un futuro della città e del territorio, abbiamo costituito l’Associazione PrometeOrvieto, allargando il campo dei nostri interessi ma mantenendo il metodo d’intervento nei confronti dei problemi.

Oggi il tema che emerge prepotente è quello della sanità, in Umbria e nell’Orvietano.
Di questo vogliamo occuparci ora, per difendere i nostri interessi e quelli degli abitanti di questo territorio. Il nuovo Piano sanitario regionale intende razionalizzare le spese tagliando i servizi e noi dell’Orvietano, a cui ormai c’è ben poco da togliere, stiamo subendo drammaticamente le conseguenze di una politica sanitaria che punisce le zone periferiche, togliendo il Distretto e limitando le prestazioni praticabili nel territorio.

Questo svuotamento non è cosa di oggi, ma oggi è perseguita con ideologica determinazione. Lo sbandieramento di mirabolanti impegni finanziari della Regione a Orvieto è limitata, in sostanza, all’aggiornamento di qualche macchinario obsoleto, alla riorganizzazione del Pronto soccorso dell'Ospedale 'Santa Maria della Stella' e alla costruzione della Casa di Comunità e dell’Ospedale di Comunità nell’infelice sito del vecchio ospedale in Piazza Duomo, per il quale ancora attendiamo di conoscere il piano di viabilità a cui probabilmente non si è colpevolmente ancora pensato.

Tutto utilizzando in gran parte fondi del PNRR, che ci saranno soltanto se tutto procederà nei modi e nei tempi previsti. Mentre si investono quasi 200 milioni di euro nei nuovi ospedali di Terni e Narni-Amelia, a Orvieto saranno destinati circa 17 milioni. Gli investimenti nel Pronto soccorso rispondono a un’esigenza, chiara e dichiarata dalla Regione, di potenziare questo reparto come luogo più logico per poi distribuire negli ospedali di Perugia e Terni i pazienti che necessitano di interventi più impegnativi del comune pronto intervento.

La Casa di Comunità e l'Ospedale di Comunità, con un impegno di 8 milioni di euro che, garantisce Tardani, sarà sufficiente anche per le attrezzature, temiamo che non vedranno mai la luce e quindi potremmo trovarci privi di questi presidi centrali per l'organizzazione della nuova sanità, dato che si è esclusa una soluzione più funzionale e più semplice nell'ex Piave. Questa è la situazione. E non va bene".

"Dopo un periodo di osservazione - aggiungono - con il contributo delle segnalazioni giunteci dai cittadini, è emerso un quadro allarmante. Persone con tumore, dopo mesi non hanno potuto ottenere quelle visite urgenti che erano state richieste. Esami salvavita non più prenotabili per carenza di professionisti, i quali hanno abbandonato il territorio per altre destinazioni professionalmente più attrattive. Esami sospesi per apparecchiature rotte.

Un sistema di prenotazione che nega le visite, pur essendo i medici disponibili, e che spesso ti manda a molti chilometri di distanza rendendo più economiche le strutture private.  A questo dobbiamo aggiungere: un direttore sanitario che chiede aiuto alla comunità per ripristinare le funzionalità dell’assistenza, i soldi del Pnnr spesi male, il Distretto di Orvieto abolito e ora il nostro territorio è a 80 chilometri di distanza dai centri decisionali. No, non va tutto bene, anzi va molto male…

Sicuro che avessimo bisogno di assessore e dirigenti provenienti dal Nord Italia per ottenere questi risultati? È necessario proteggere la salute e la speranza di vita nel nostro territorio. Incontriamoci e parliamone".