politica

Il Comune presenta al MiC il progetto per rendere accessibile ai disabili il Pozzo di San Patrizio

lunedì 27 giugno 2022

Un viaggio immersivo per rendere il Pozzo di San Patrizio di Orvieto accessibile anche alle persone con disabilità e far scoprire la città attraverso luoghi meno noti o non più visibili che tornano in vita grazie alla realtà virtuale e aumentata.  Sono gli obiettivi del progetto “Segui la goccia dell’acqua… e scoprirai un Pozzo di bellezza!” con il quale il Comune di Orvieto ha partecipato al bando del Ministero della Cultura per la promozione e il rilancio del patrimonio artistico nel post Covid e i cui contenuti sono stati illustrati sabato 25 giugno a Piediluco nel corso del primo “Forum delle Acque” organizzato in collaborazione con la Rete Mondiale dei Musei dell’Acqua dell’Unesco Wamu-Net nella quale, recentemente, il Pozzo di San Patrizio è entrato a far parte. 
 
E’ proprio l’acqua il filo conduttore di tre percorsi ad anello percorribili a piedi o in bici lungo cui si incontrano le principali testimonianze del patrimonio artistico di Orvieto collegate all’acqua e al sistema di approvvigionamento idrico della città. Il Pozzo di San Patrizio è il punto di arrivo e partenza di tutti e tre gli itinerari. Qui, attraverso smart glasses e la realtà virtuale, l’opera ingegneristica di Antonio da Sangallo il Giovane potrà essere accessibile da persone con disabilità o affetti da patologie per i quali la visita “reale” risulti  difficoltosa o sconsigliata (ad esempio cardiopatici o chi soffre di vertigini) mentre grazie alla realtà aumentata si potranno scoprire ulteriori curiosità tra le quali anche la particolare struttura architettonica del pozzo. 
 
I tre percorsi si snodano lungo luoghi noti e meno noti della città, dalla Funicolare alle cisterne di San Domenica e via della Pace passando per la Fontana del Leone e di San Zero, dal laghetto di Sugano all’ex centrale Netti per arrivare al Sasso Tagliato e alla cascata del Montacchione, ma anche antiche testimonianze nascoste e non più visibili come la chiesa rupestre della Madonna della Rosa o la fontana del Foro Boario ma di nuovo fruibili in realtà aumentata con una apposita app. Legato agli itinerari è previsto inoltre un percorso gaming attraverso il quale il turista/visitatore potrà avere accesso a contenuti extra multimediali e tridimensionali al fine di avvicinare anche i più giovani con una proposta di fruizione divertente e “di scoperta”.


 
“Lo scopo del progetto è duplice - spiega la responsabile dell’Ufficio Cultura e Turismo, Carla Lodi, che ha illustrato l’iniziativa nel corso del panel ‘Patrimoni acquatici, digitalizzazione e turismo sostenibile: esperienze degli ecomusei a confronto’ - da una parte rendere maggiormente fruibile e accessibile attraverso strumenti tecnologici innovativi, ma alla portata di tutti, uno dei monumenti più conosciuti del Mondo. Dall’altra, partendo dai reali motivi per i quali il Pozzo venne realizzato, ovvero garantire acqua per la comunità che risiedeva sull’acrocoro, raccontare la città e riscoprire luoghi noti o nascosti con una insolita chiave di lettura, quella dell’acqua e del sistema di  approvvigionamento della comunità orvietana nel corso dei secoli, che sono i fili conduttori per seguire lo sviluppo urbano: dall’antica configurazione del masso tufaceo, passando per il periodo etrusco con i suoi cunicoli, il Medioevo con le sue cisterne e l’acquedotto pubblico, il Rinascimento con il pozzo e le fontane, fino ai giorni nostri. Il tutto attraverso l’aiuto fondamentale della tecnologia da un lato e, dall’altro, la proposta turistica di tre percorsi, a piedi o in bici: uno specifico dentro il cuore antico della città, uno alle pendici della rupe e l’ultimo che si allarga sul territorio fino a giungere alle sorgenti del Tione”.
 
Al Forum delle Acque anche il vicesindaco con delega al Patrimonio, Mario Angelo Mazzi che ha partecipato alla tavola rotonda conclusiva. 
“Dopo 500 anni – dice – il Pozzo di San Patrizio rappresenta ancora un affascinante mistero per la tecnica ingegneristica utilizzata che ne ha fatto un capolavoro unico al Mondo. Oggi, grazie alla tecnologia, è possibile ulteriormente approfondire e raccontare in maniera immersiva il lavoro fatto all’epoca per costruire l’opera. Questo progetto dunque ha un valore educativo anche e soprattutto dal punto di vista della tutela di un bene prezioso come l’acqua, tema quanto mai attuale e tra i motivi per i quali siamo entrati a far parte della Rete mondiale dei musei dell’Acqua dell’Unesco”. 
 
“Accessibilità, sostenibilità e innovazione. Sono queste – commenta il sindaco di Orvieto e assessore al Turismo, Roberta Tardani – le parole chiave di questo progetto ambizioso per cui abbiamo chiesto un importante finanziamento al Ministero della Cultura. Ma sono anche le linee guida della nostra politica turistica che sfruttando le nuove tecnologie vuole costruire un’offerta turistica e culturale originale in grado di coinvolgere direttamente il visitatore e farlo interagire in maniera nuova con le bellezze e la storia della nostra città. Un progetto inclusivo che potrà contribuire ad aumentare le presenze ampliando la platea delle persone che oggi non possono accedere al pozzo di San Patrizio e che attraverso questi itinerari storici, artistici e naturalistici, in linea con il filone sulla gamification esperienziale del nostro piano di marketing territoriale, punta anche ad aumentare la permanenza media in città”.