politica

Sanità, incontro con il direttore Abbritti. "Al lavoro per colmare le carenze del comprensorio"

lunedì 18 ottobre 2021

Lunedì 18 ottobre il senatore Luca Briziarelli (Lega), i consiglieri regionali Eugenio Rondini (Lega) e Simona Meloni (Pd), insieme al presidente dell’Unione dei Comuni del Trasimeno, Giulio Cherubini, e al sindaco di Città della Pieve, Fausto Risini, hanno incontrato il nuovo direttore del Distretto Sanitario del Trasimeno, Emilio Paolo Abbritti, per tracciare un bilancio dei primi tre mesi dal suo insediamento e per porre le basi di un potenziamento dei servizi.

Secondo tutti i rappresenanti istituzionali "questi primi tre mesi di lavoro hanno visto, da un lato, l’impegno per ovviare ai ritardi accumulati nelle prestazioni a causa del perdurare della pandemia e dall’altro, la volontà di colmare il divario strutturale e annoso dei servizi territoriali del Trasimeno, rispetto ad altre zone della nostra regione". "In questo ‘nuovo’ contesto – ha detto Briziarelli, insieme al consigliere Rondini – ci sono stati risultati già acquisiti, come per esempio il raddoppio delle ore per la ‘terapia del dolore (passate da 18 a 36) e la pubblicazione di bandi per il potenziamento del personale.

Auspichiamo che altri obiettivi concreti possano essere raggiunti nei prossimi mesi, come la ripresa dell’attività di chirurgia ambulatoriale presso Città della Pieve, anche alla luce dell’aumento delle ore disponibili degli anestesisti, e per creare al Trasimeno un punto di erogazione per le terapie oncologiche attualmente sospese e la realizzazione dell'attesa risonanza magnetica a Città della Pieve che permetterebbe sia di offrire un servizio migliore che di ottimizzare i costi, riducendo il ricorso al convenzionato con strutture private extra regionali".      

Apprezzamento per il clima costruttivo e la sostanziale unità d’intenti, a difesa della sanità pubblica del comprensorio lacustre è stato poi espresso dalla vice presidente dell’Assemblea Legislativa, Simona Meloni. "Non si tratta – ha sottolineato Meoni – di fare una battaglia di campanile, ma occorre sanare un disequilibrio che si è venuto a determinare rispetto ad altre zone dell’Umbria. Ci auguriamo pertanto che il nuovo piano sanitario regionale tenga conto di questa situazione oltre che della necessità di potenziare i servizi e la medicina di territorio, con risorse adeguate e progetti concreti.

Serve sostenere il lavoro svolto dal nuovo direttore Abbritti che, pur in un clima di ristrettezze, è comunque riuscito a dare dei primi segnali di inversione di tendenza rispetto al passato. Mi auguro che a questa prima azione di rafforzamento possano seguirne al più presto altre, a partire dai consultori che necessitano da tempo di una maggiore presenza di ginecologhe ed ostetriche".        

"L’Unione dei Comuni del Trasimeno – ha aggiunto il presidente Cherubini - in funzione di Comitato dei Sindaci, ha elaborato una proposta di nuovi servizi distrettuali sanitari, già depositata presso l’assessorato regionale e presso le autorità regionali di competenza. Stiamo per completare la fase di ascolto e confronto con il territorio e siamo soddisfatti del fatto che tutte le rappresentanze istituzionali, senza distinzione, stiano lavorando per raggiungere questo potenziamento del Trasimeno. Riteniamo che sia giunto il momento di dare la giusta risposta alle difficoltà del comprensorio che deve passare necessariamente per un rafforzamento dei servizi, ma anche attraverso il completamento e la sistemazione, per esempio, del presidio ospedaliero di Castiglione del Lago o per la messa in funzione del pronto soccorso di Città della Pieve unitamente alle due case di comunità a nord e a sud che sono quelle di Magione e di Tavernelle”.       

Della stessa opinione il sindaco di Città della Pieve, Fausto Risini, secondo cui "i nostri territori hanno la necessità di veder ripartire i servizi essenziali che in questi ultimi anni sono andati persi. Non è possibile che i cittadini del Trasimeno vengano trattati come di serie B. Ottimo l’incontro da cui è emerso chiaro l’intento di riportare queste zone ad avere una pari dignità rispetto alle altre dell’Umbria".
 

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