politica

Pci Federazione di Orvieto: "La salute non è un bene che si compra"

mercoledì 14 ottobre 2020
Pci Federazione di Orvieto: "La salute non è un bene che si compra"

Il servizio sanitario pubblico, impoverito da minori investimenti e spostato verso la privatizzazione dei servizi, diminuisce la sua efficacia e preclude l'accesso alle persone meno abbienti. La cura e la salute dipendono sempre di più dalla ricchezza che si possiede. Il Pci rifiuta categoricamente queste logiche e rivendica un servizio sanitario pubblico, gratuito, equo e solidale, nel rispetto del diritto di godimento della salute sancito dall'articolo 32 della Costituzione "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti […]".

Un piano diverso per la sanità.

· Il Servizio sanitario Pubblico non può essere subordinato a nessun tetto preventivo, Regione e Direzione Asl devono avere un rapporto diretto con il Territorio (cittadini, attraverso i propri rappresentanti) ed i Distretti Socio Sanitari.

· Riqualificare i Distretti Socio Sanitari attribuendo loro il ruolo di pianificazione del fabbisogno sanitario. Istituzioni locali, Associazioni dei Cittadini devono interagire con essi, sulle reali esigenze del territorio.

· I Comuni in primis dovranno esercitare attraverso controlli efficaci, il monitoraggio delle criticità, garantendo assoluta trasparenza.

· Superamento della stima del fabbisogno e assegnazioni delle risorse, non più su base statistica, ma sulle reali peculiarità ed esigenze.

· Realizzazione di un coordinamento tra strutture ospedaliere e medicina di base, al fine di prevenire le ospedalizzazioni non necessarie e incrementare le forme di medicina preventiva, assistenza pre e post ricovero, cure domiciliari, supporto a persone sole, e non autosufficienti.

· Garantire, anche sotto il profilo logistico, equità nell’ accesso alle prestazioni sanitarie, intervenendo sulla collocazione dei servizi diagnostici e ambulatoriali. Evitando spostamenti di lunga percorrenza.

· Regione, Comune ed Asl devono pensare e applicare una nuova cultura di vita, attraverso un’educazione alla Salute, che inizi dalla Scuola e coinvolga stili ed ambienti di vita, urbanistica adeguata, ambiente e supporto per le categorie più deboli. Incentivare, quindi, la Prevenzione.

· Ripristinando il vero ruolo e la funzionalità dei Distretti Sanitari, per la dimensione e la popolazione umbra potrebbe essere sufficiente anche una sola Asl, con funzioni direttive di coordinamento e gestione appalti".

Fonte: Pci Federazione di Orvieto