"Porano tra abbandono e anarchia"

È ormai evidente che nel mio paese, Porano, vige uno stato di anarchia e abbandono. In centro storico la sporcizia regna sovrana con prati che crescono indisturbati sulla pavimentazione di sanpietrini ed escrementi di piccione e di cane che si accumulano qua e là in bella vista. Nel mio quartiere, zona Via Dante Alighieri, c’è una rotonda con la segnaletica stradale oscurata da un anno e i cittadini che circolano in ogni senso, come nel Far West.
La vicina di casa che pretende di avere dieci posti riservati per la sua abitazione sulla pubblica piazza e l'Ufficio dei Vigili che fa lo gnorri e non risponde alle diverse lettere inviate e protocollate per chiedere lumi. Le attività commerciali chiudono una dopo l’altra abbattute come birilli da bowling dall’inedia di una politica scevra di programmi di sviluppo. "Borgo in Festa" è l’unico festival di successo sopravvissuto ma, non a caso, iniziato sotto il mio mandato di assessore alla Cultura e Turismo, durante la prima Amministrazione Cocco.
Ma l’elenco sarebbe lungo. Ebbene, secondo la mia esperienza se un’azienda funziona male, la responsabilità è della dirigenza. Che fine hanno fatto gli amministratori? Forse troppo occupati a fare carriera politica da curarsi del benestare del nostro paese? Perché dobbiamo scrivere denunce alla usl per far fare pulizia quando ci sono contratti in essere con cooperative che dovrebbero farlo di default? Non paghiamo forse le tasse comunali? Chi vigila sui servizi? Perché nessuno risponde più alle istanze dei cittadini formalmente presentate attraverso i canali istituzionali?
Molti cittadini sostengono che bisogna scrivere sui social affinché qualcuno intervenga… Comune 2.0? Magari! Però in compenso abbiamo una decina di semafori disseminati in poche centinaia di metri. O mia Patria, sei bella e perduta.
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