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"Il muro della burocrazia ci impedisce di portare un fiore sulla tomba del nostro bisnonno orvietano"

martedì 13 ottobre 2026

Affidiamo alle pagine del giornale una storia che oscilla tra il paradosso burocratico e la profonda amarezza umana, sperando che sollevare il velo su questa vicenda possa risvegliare il buon senso delle istituzioni locali. Siamo tre nipoti e pronipoti di un cittadino orvietano Doc: Arnaldo Garzini, nato a Orvieto il 17 febbraio 1897. Oggi viviamo fuori città, ma il legame profondo con le nostre radici ci ha spinti a voler intraprendere un viaggio della memoria a Orvieto per fare una cosa semplice, intima e sacrosanta: ritrovare la storia dei nostri antenati e portare un fiore sulla tomba del nostro bisnonno.

Per farlo, avevamo bisogno di un dato elementare, custodito nei registri storici del Comune: i nomi dei genitori di Arnaldo (i nostri trisnonni), indispensabili per rintracciare le sepolture storiche della famiglia. Ci siamo rivolti all'Ufficio Stato Civile e, per conoscenza, alla Segreteria del Sindaco. La risposta che abbiamo ricevuto dalla dirigente dei Servizi Demografici ci ha lasciati senza parole: l'accesso ci è stato negato.
Il Comune ha confermato che l'atto esiste, ma si rifiuta di comunicarci i nomi dei genitori adducendo rigide normative europee sulla privacy e sostenendo testualmente che "la ricerca storica o la ricostruzione dell'albero genealogico non rappresenta un interesse giuridicamente rilevante".

Stiamo parlando di una nascita avvenuta ben 129 anni fa. Quale segreto di Stato o diritto alla riservatezza può mai esistere su due cittadini nati a fine Ottocento nei confronti dei loro stessi discendenti diretti? Altrove la burocrazia sa essere umana: il vicino Comune di Bagnoregio, da noi interpellato per il ramo materno nello stesso periodo storico, ci ha risposto immediatamente e con estrema gentilezza. A Orvieto, invece, abbiamo trovato un muro di gomma.

Troviamo doloroso e profondamente ingiusto che a tre cittadini che desiderano solo onorare la memoria della propria famiglia e riscoprire la propria identità legata alla rupe orvietana venga sbarrata la porta in faccia in questo modo. Confidiamo che il Sindaco o chi di dovere possa leggere queste righe e comprendere che dietro i faldoni polverosi dell'anagrafe ci sono la storia, gli affetti e l'identità delle persone, che nessuna circolare ministeriale interpretata rigidamente.

Lettera aperta firmata

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