opinioni

"New York, New York"

giovedì 8 ottobre 2026
di Walter Branchi

Non posso dire di conoscere bene New York City, seppure tra una cosa e l’altra abbia lì vissuto per quasi quattro anni (abitavo nel Sud di Manhattan nel Greenwich Village). Come romano cittadino italiano ho conosciuto un tipo di vita dinamica e frenetica che assolutamente non conoscevo. Dove è raro che le persone si fermino per la strada a parlare, potresti rischiare di essere travolto ... grandi flussi di persone s’incrociano in modo non caotico, sebbene il numero degli abitanti sia altissimo, ma li vedi in correnti ordinate di gente che sembra sappia benissimo dove andare.

Gli stop agli incroci sono rispettati dagli automobilisti come anche i semafori, le strisce pedonali e le piste ciclabili; numerose. Le persone sono "ufficialmente" cortesi e anche sorridenti, ma la cosa, per me eccezionale, è che parlano piano, sempre intonati ai luoghi in cui sono, sebbene il rumore di fondo della città sia sensibile e continuo. Una cosa notevole per un italiano è il nome delle strade di solito contrassegnato da numeri e questo richiede il conoscere sempre se stai andando a Sud a Est, a Nord o a Ovest. Specialmente dalle uscite dalle metropolitane ti trovi nel bel mezzo di equiprobabili direzioni che se non conosci i punti cardinali rischi di non sapere dove ti stai dirigendo.

Sono ormai anni che manco da quella metropoli, ora vivo a Orvieto, che nel 1959 Guido Piovene indicò, nel suo libro “Viaggio in Italia”, tra le città italiane del silenzio, insieme a poche altre ... purtroppo non è più così, i rumori di diverso genere ormai sono presenti anche qui; dal parlare a voce alta senza motivo, alle rotelle delle valigie dei turisti sulle pavimentazioni fatte a pavè, dallo scarico dei rifiuti delle bottiglie vuote dei ristoranti, alla pulizia delle strade fatta con mezzi meccanici rumorosissimi; a cominciare dalla mattina presto, per non parlare dei concerti di musica popolare nelle piazze più belle della città.

Però l’altro giorno è successa una cosa veramente singolare. Erano circa le 11 del mattino di una bella giornata e stavo andando alla Biblioteca cittadina quando ho improvvisamente alzato lo sguardo su un marmo indicante il nome della strada che stavo percorrendo e ho letto: Via Beato Angelico... mi è venuta una bellissima stretta al cuore e ho pensato ma questa citta è stata attraversata dal Beato Angelico, da Luca Signorelli, da Lorenzo Maitani, ed è il posto della Ripa dei Medici... Una sensazione molto profonda mi ha assalito rendendomi felice di essere qui.

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