"Più controlli sui cani, ma quali alternative vengono offerte?"

In questi giorni si parla di un maggiore controllo dei cani nel centro storico. Una questione che merita certamente attenzione, ma che dovrebbe essere affrontata partendo da una domanda semplice: quali alternative vengono offerte ai proprietari e, soprattutto, ai cani? Un centro storico può e deve essere regolamentato, ma non si può ignorare la realtà di chi lo vive quotidianamente o lo visita di passaggio.
Nel centro storico mancano, o sono comunque estremamente insufficienti, aree verdi, parchi, giardini, alberi e zone d’ombra. Ma soprattutto manca una cosa fondamentale: un’adeguata area dedicata ai cani. Chiedere ai proprietari di rispettare determinate regole è comprensibile. Ma una regolamentazione ha senso quando è accompagnata da servizi, spazi e soluzioni concrete. Altrimenti il rischio è quello di trasformare una legittima esigenza di convivenza civile in una semplice attività repressiva.
Controllare che i cani siano condotti correttamente? Che i proprietari raccolgano le deiezioni? Che vengano rispettate le norme di sicurezza? Certamente sì. Ma se per "controllo" si intende semplicemente aumentare le sanzioni o impedire la presenza dei cani senza proporre alternative, allora sarebbe opportuno spiegare ai cittadini quale sia l’obiettivo e, soprattutto, quali siano le soluzioni concrete che l’amministrazione intende mettere in campo.
La questione diventa ancora più evidente se consideriamo le temperature che abbiamo affrontato durante questa estate. Il caldo eccessivo non è un dettaglio: per un cane camminare a lungo sull’asfalto rovente, senza ombra e senza possibilità di bere, può diventare un problema serio. Eppure, basta attraversare i paesi limitrofi per vedere una realtà diversa: davanti a molti negozi viene lasciata una ciotola d’acqua per i cani, proprio come gesto di attenzione verso chi attraversa il paese insieme al proprio animale.
Non si tratta di chiedere privilegi per chi ha un cane. Si tratta di chiedere buon senso, equilibrio e una visione complessiva della città. Se vogliamo un centro storico vivo e accogliente, dobbiamo chiederci anche se vogliamo che sia accessibile a chi vive con un animale domestico o lo visita con il proprio cane . E, in questo caso, non possiamo limitarci a dire cosa non si può fare: dobbiamo anche indicare dove e come si può fare.
Per questo sarebbe interessante sapere:
- Quali sono le aree verdi disponibili nel centro storico?
- Quanti spazi di sgambamento sono presenti e dove si trovano?
- Sono previste nuove aree cani?
- Sono previsti interventi per aumentare alberi, ombra e punti di ristoro dell’acqua?
- Quali sono le alternative concrete per chi accompagna il proprio cane nel centro storico?
- Cosa si intende esattamente per “maggior controllo”?
Credo che una città non debba scegliere tra decoro urbano e presenza degli animali. Le due cose possono tranquillamente convivere. Una ciotola d’acqua davanti a un negozio, un albero in più, una zona d’ombra, un’area verde attrezzata, un’area cani ben tenuta: sono piccoli interventi, ma raccontano una città che accoglie e si prende cura del proprio spazio pubblico.
Prima di aumentare i controlli, forse sarebbe quindi opportuno aumentare anche le alternative. Perché le regole sono importanti. Ma una buona amministrazione dovrebbe anche preoccuparsi di creare le condizioni perché si possano fare le cose nel modo giusto. E questo vale anche per chi vive la città insieme al proprio cane.
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