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Lettera aperta a Elly Schlein

venerdì 28 agosto 2026
di Maurizio Conticelli

Elly Schlein buongiorno,
questa mattina incontrerai a porte chiuse 120 firmatari di un appello per sbloccare gli impianti eolici delle "regioni rosse", senza però aver piena cognizione di quanto è accaduto o sta accadendo sui territori, oggetto di una inaudita violenza che definirei "fascismo verde". Normative liberiste di stampo "sovraBelusconiano", poteri di esproprio a società private in ragione della pubblica utilità riconosciuta a questi impianti anche in assenza di vento, impatti paesaggistici e ambientali non mitigabili, contrasto con le pianificazioni presenti su scala locale e regionale, umiliazione delle Soprintendenze, soppressione dei diritti di partecipazione del Cittadino in violazione della Convenzione di Aarhrus, pesante condizionamento dei mass media in favore delle rinnovabili con totale disattenzione per il pluralismo dell’informazione pubblica, stravolgimento dei modelli di sviluppo delle nostre aree rurali ove imprenditori coraggiosi hanno avviato attività in campo agricolo, agrituristico e culturale che rendono unico il Bel Paese.

Evito di dilungarmi su argomenti che certamente ti sono noti, per soffermarmi su alcuni particolari. Ti invito allora a visitare l’Orvietano, salito alla ribalta per il noto progetto eolico Phobos, da taluni ridimensionato a fenomeno Nimby di attori, direttori artistici e principesse. Vieni, e ti farò toccare con mano la situazione che riguarda pensionati, agricoltori, gente comune che, a seguito della realizzazione di mega turbine di 200 metri a distanze inaccettabili dai luoghi sensibili, vedranno messa in discussione la loro sicurezza e assisteranno indifesi alla svalutazione dei loro patrimoni immobiliari, della casa ove abitano e che hanno costruito con enormi sacrifici.

Vieni dunque a farci visita nell’Orvietano, dove, oltre a Phobos, è presente un ulteriore progetto con turbine destinate a cancellare una aviosuperficie e un centro aeromodellistico, per di più poste a distanze non regolari da alcuni centri abitati. Se accetterai l’invito, attenta ad orientarti con le relazioni progettuali che descrivono il tavolato vulcanico dell’Alfina in Umbria come zona calanchiva in terra di Siena (clamoroso copia incolla del progetto H019), oppure le alberature di abeti e faggi lungo la viabilità principale per il trasporto delle pale di Phobos, dove sono invece presenti bagolari e tigli.

Assistiamo alla presentazione di progetti con documentazione carente, mancante od obsoleta, che meriterebbero l’archiviazione già in sede di verifica della procedibilità da parte del Mase, mentre la Commissione tecnica incaricata della fase successiva di istruttoria dei procedimenti di Via, dimostra una preoccupante sudditanza nei confronti dei proponenti, se è vero – torniamo ancora a Phobos – che chiede il calcolo della gittata non solo della pala intera, ma anche dei frammenti di pala, per poi rimanere silente di fronte alla mancata risposta da parte del proponente. È davvero una Commissione tecnica? Ed oggi la distanza di sicurezza per la gittata di Phobos è stata avallata in m 198, poi approvata anche dal Consiglio dei Ministri e quindi con il silenzio assenso scattato in totale disprezzo delle direttive comunitarie che non lo contemplano per i procedimenti di Via (vedi Red II e III).

Sul discorso della gittata poi bisognerebbe chiedersi il motivo per cui la stessa società usa valori così bassi rispetto a quelli, più del doppio, che calcola in Germania. C’è poi da interrogarsi sul motivo per cui la stessa società abbia presentato, oltre a Phobos, un agrivoltaico di 70 ha denominato Deimos, con atteggiamento sprezzante nei confronti delle istituzioni e delle comunità locali, se è vero che i due termini stano a significare Paura e Terrore. In questo sono riusciti nell’intento di seminare inquietudine, rabbia e disorientamento tra le persone che vivono sul territorio e che, in taluni casi e con rilevanti sacrifici economici, hanno intrapreso la via delle sedi giurisdizionali, assistiti anche da Comuni che spesso hanno difficoltà economiche a resistere di fronte a Tar e Consiglio di Stato.

Vieni Schlein, vieni a toccare con mano quanto ho appena sollevato e tu stessa potrai scoperchiare questo vaso maleodorante destinato a inquinare l’immagine del Cuore verde d’Italia e del Bel Paese tutto. Rimango in attesa di un gradito riscontro per accompagnarti sul territorio, a porte aperte però e non a porte chiuse come hai deciso di fare con alcuni “esperti” sottoscrittori di un appello per sbloccare progetti impresentabili.

Cordialmente,

Maurizio Conticelli, elettore storico del centrosinistra disgustato dalla deriva distruttiva di questa transizione green all’italiana

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