Le nuvole...nella politica di oggi (parafrasando Aristofane)

L'inconsistenza dei discorsi è alla base del tema sopradescritto. Discorsi mutevoli, capricciosi ed eterei, come simbolo di un inganno rappresentando l’arte della retorica e della manipolazione linguistica, facendo prevalere il discoso peggiore su quello migliore. Questo il nuovo clima culturale di oggi, utilizzando appunto le nuvole come metafora di un sapere privo di fondamento (vedi Vannacci), allontanando gli elettori dalla tradizione. L’aria di avere sempre ragione così da ingannare gli elettori fa parte del gioco, legando i simboli all'illegalità invece che a tradizione e vecchi valori. Manipolando la retorica a tal punto da usarla per giustificare le proprie malefatte.
Il pensatoio a mezz'aria (le nuvole) infonde insegnamenti corruttori ai giovani negando la tradizione. L'effimero dura poco e gli eccessi di alcuni (una volta 5 Stelle, poi Salvini, ora Meloni) di fronte alla verità decadono. Gli elettori sono due volte bambini e, picchiati più volte, hanno meno probabilità di sbagliare e, invece di dar fuoco al pensatoio, riflettere per ridare spazio al futuro. La trasformazione e l’impermanenza, rappresentando il continuo mutamento dell’esisitenza, senza dimenticare libertà e sogno o visione, fanno da tramite tra l’infinito e la terra.
I leader sono nuvole passeggere spinte dal vento, mentre la democrazia è una sola e la sua salvaguardia è nei discorsi migliori di alcuni. Sovvertire l’ordine dei valori, come fa l'attuale maggioranza, significa costruire e non demolire il pensiero libero e sano della costituzione, a cui tutti dobbiamo tendere nelle nuvole del futuro che trae spunto dal cielo verso la terra, ovvero dal pensiero futuribile ai fatti terreni. Il pensiero debole e i nuovi metodi di oggi sono elementi corruttori dei giovani e distruttori della tradizione.
Il cittadino medio, rozzo ma legato ai valori, non si fa raggirare dalla legge del discorso peggiore o da come soffia il vento. Bando ai falsi sapienti in politica e rifondare il bene comune rinunciando a dare fuoco al sistema! Cosa che sta rischiando di realizzarsi. Diamo il via alle nuvole seconde (come fece Aristofane) per dare un'opportunità a due discorsi convergenti di minoranza e maggioranza verso il bene comune senza dare fuoco al pensatoio culturale della tradizione. Una potrebbe essere già la legge elettorale o il capovolgimento del sistema attuale maggioritario.
La sapienza di alcuni (Renzi) va pilotata verso una migliore e accorta strategia di centro omnicomprensivo di tutti i riformisti che diano impulso all’attuale standby della politica, individuando il miglior discorso e il miglior rappresentante, altrettanto i massimalisti la smettano di credersi i discorsi migliori o i tenutari delle nuvole sulla Terra, poiche rischiano di dare fuoco a tutto il campo arido per assenza di pensiero. La destra si convinca di fare finalmente la conservatrice senza agganciarsi sempre al pensiero antidemocratico e distruttivo della sua tradizione. Buone nuvole!
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