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"Un'officina dalle mani d'oro"

lunedì 6 luglio 2026
di Walter Branchi

Vivo a Orvieto dall'inizio anni Novanta e molti aspetti sono cambiati da allora, soprattutto nel commercio a vari livelli, e nei servizi pubblici tipo bar e ristorazioni, ma alcune sono rimaste ferme, e sono quelle che si servono della genialità umana e della specificità dei mestieri. Mi riferisco alla riparazione delle automobili che sono ora di tipo eminentemente elettronico. C’è una parte che non va, allora si cambia tutto il pezzo, inscatolato e montato.

Nelle officine, in generale, per esempio, il tornio è scomparso o è rimasto impolverato da qualche parte come patetico reperto da museo, e a pensare che quell’apparato fosse il mezzo, tempo addietro, per ricostruire la parte o il pezzo che non funzionava più. Nell’officina di Luigi Luzi, detto dagli amici Giggi, diretta dal figlio Cristiano, c’è una stanzetta all’interno, un po’ privata, trasformata in laboratorio-studio dove Luigi esamina i pezzi in difficoltà e decide il da farsi.

La genialità di quest’uomo va oltre la meccanica automobilistica e abbraccia tutto ciò che ha a che fare con congegni elettromeccanici di vario tipo. Ultimamente ho saputo che l’ormai noto rito della Palombella che si svolge a Orvieto nella domenica della Pentecoste, una festa che ha le sue radici agli inizi del 1400 e che simboleggia la discesa dello Spirito Santo, tutto l’apparato che fa funzionare la "discesa" della Palombella fino al Duomo, compreso i fuochi d’artificio, è stato pensato e messo a punto da Luigi Luzi.

Quando porti qualcosa a riparare, il personale della sua officina ti accoglie con educazione e gentilezza, inoltre il silenzio che domina nel luogo fa pensare alla passione che queste persone mettono nel loro lavoro. Mi auguro che tale clima che Giggi è stato capace di trasmettere e instaurare possa resistere a tutti i cambiamenti che una società priva del "senso delle cose" sta diffondendo ormai dappertutto.

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