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"Majorana-Maitani": una Scuola che sa abbracciarti...

venerdì 12 giugno 2026
di Pasquale Di Paola

In un periodo storico complesso e difficile per il mondo della scuola, che viene spesso raccontata solo attraverso numeri, criticità e burocrazia, esistono storie, pur se silenziose, che restituiscono il senso più autentico e umano della comunità educante. Storie fatte di attenzione, umanità e presenza concreta. È il caso del Liceo Linguistico "Majorana-Maitani" di Orvieto, che quest’anno ha saputo trasformare un momento difficile di una sua allieva in un esempio luminoso di vicinanza e inclusione.

All’inizio dell'Anno Scolastico, mia figlia si è trovata ad affrontare una prova complessa e delicata: un importante intervento chirurgico per la correzione di una forma severa di scoliosi. Un percorso fatto di mille ansie, mille angosciose attese e mille paure.  Un percorso che, per una ragazzina di quasi 17 anni, significa anche un non trascurabile periodo di lontananza dalla scuola, dai compagni, dalle abitudini, da quella  quotidianità che dà sicurezza.

Ed è proprio in questo spazio di fragilità che l'Istituto Majorana-Maitani, ben diretto dalla dirigente scolastica Lorella Monichini, ha saputo esserci in maniera concreta e preziosa. Non come semplice e fredda istituzione, ma come una comunità accogliente e ricca di sensibilità. Sin dal primo momento di questa complicata prova, docenti, compagni e personale scolastico non hanno mai fatto mancare la loro presenza. Nel periodo di ricovero e di forzato "soggiorno" a casa, messaggi, attenzioni, piccoli gesti quotidiani hanno costruito un filo invisibile ma fortissimo tra l’aula e la stanza della figlia. Un filo che ha impedito all’assenza di trasformarsi in isolamento, in emarginazione.

La didattica si è adattata all'avvenimento, e soprattutto ha saputo adattarsi al delicato contesto il cuore della scuola. Dando prova concreta di come  insegnare, in certi momenti, significa prima di tutto comprendere. Significa saper aspettare, sostenere, incoraggiare. Senza pressione, rispettando i tempi e le inevitabili difficoltà. Prezioso per mia figlia, nel periodo di forzato restare a casa, quel sapere far "sentire" che, anche lontano dai banchi, si continua a far parte della propria classe, della propria comunità scolastica. E quando finalmente è arrivato il momento del ritorno, del rientro a scuola, quel filo si è trasformato in un forte e coinvolgente abbraccio.

Un rientro non scontato, carico di mille dubbi e timori, carico di emozione, un rientro reso più semplice e leggero dalla delicatezza con cui è stato accompagnato. Nessuna forzatura, solo accoglienza autentica. In un'epoca in cui si parla spesso di inclusione come principio astratto, la comunità scolastica del Majorana-Maitani di Orvieto ne ha dato una prova concreta. Ha dimostrato che la scuola non è solo luogo di apprendimento, di fredda trasmissione di nozioni, ma spazio di crescita umana, capace di sapersi far carico anche delle fragilità e delle problematiche più profonde.

Questa vissuta da mia figlia non è solo la storia di una studentessa che ha affrontato una difficile prova. È la bella storia di una Scuola che ha saputo esserci davvero. Con umanità, comprensione, affetto. E, forse, è proprio da qui che bisogna ripartire per raccontare la Scuola: da queste persone, da questi gesti, da questa vicinanza che non fa rumore, ma lascia un segno, un ideale e caloroso abbraccio indelebile e duraturo.

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